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Clear Skies

Da WikiUFO.

Il Progetto Clear Skies è un'iniziativa di studio del Centro Italiano Studi Ufologici, iniziatasi il 1° ottobre del 2006. Il progetto è destinato a collazionare, ordinare ed a valutare i dati relativi alle osservazioni di presunti fenomeni aerei non identificati effettuate in tutto il mondo da astronomi (professionisti) ed astrofili (amatori, dilettanti) a partire dal 1° gennaio 1600, stabilito come momento convenzionale per la definitiva separazione fra scienza astronomica in senso moderno e credenze astrologiche e magiche.

Indice

Generalità

Le ragioni per le quali uno studio rigoroso di questa possibile evidenza è importante dovrebbero essere intuibili: soprattutto, per formazione e per addestramento, queste categorie sembrano in grado di fornire dati anche oggettivi su quanto osservato. Spesso hanno a disposizione strumenti ottici, fotografici e d’altro genere in grado di rilevare parametri di vario tipo. Non è raro che gli avvistamenti siano descritti nella letteratura scientifica o perlomeno in ambito “colto”.
Non ultimo, l’astronomia è una disciplina che in un certo senso ha accompagnato la stessa nascita della scienza come oggi la s'intende e dunque siamo in grado, anche se non sempre con facilità, di capire “chi” fossero gli astronomi protagonisti dei fatti anche in tempi ormai remoti ed entro quali canoni si svolgevano le loro osservazioni. 

Il coordinatore progettuale ritiene di non dover realizzare uno studio sociologico o di storia delle idee: dunque, per quanto concerne gli episodi precedenti il sorgere del mito dei “dischi volanti”, poi diventati “UFO”, è considerato soltanto ciò che tuttora, sulla base delle fonti disponibili, si può ragionevolmente considerare “anomalo” in relazione alle conoscenze scientifiche. Per fare un esempio, nel catalogo no figruano né antiche descrizioni curiose di aurore boreali, né disegni riconducibili con chiarezza a bolidi appariscenti letti dal punto di vista dei tempi, né resoconti pre-scientifici di trombe d’aria o di altri fenomeni convenzionali.

Per i fatti successivi al 1946, invece, potrebbe essere utile sotto vari profili includere anche gli avvistamenti in cui si può ipotizzare che gli osservatori, pur pensando di aver visto qualcosa di insolito (e magari addirittura gli “UFO”), in conformità a valutazioni successive sono risultati in errore. Insomma, dal ’47 scopo del progetto è anche la spiegazione di quali siano le dinamiche ed i meccanismi che possono indurre in errore persone che si presume ben addestrate come quelle, o spingere gli appassionati ad inventare o distorcere le fonti, specie quelle su eventi remoti.

Criteri per l'inserimento dei casi

  • L'ovvia presenza di astronomi e di osservazioni di cose strane in cielo da parte loro prima del XVII secolo è considerata secondaria rispetto al fatto che l’astronomia era ancora difficilmente discernibile da altre espressioni culturali ed alla considerazione che -  a parte il problema di reperimento delle fonti primarie su certi racconti -  particolari difficoltà per la valutazione di quelle fonti in termini di testimonianza di stampo naturalistica, come dal Rinascimento in poi s'intende. Si tratta di quella che lo storico della scienza Paolo Rossi chiama l’attività degli “scienziati ancora senza scienza”. Si è quindi preferito soprassedere ad un’analisi delle vicende più antiche.
  • Altri criteri sono più strettamente legati al tipo di testimonianze. In essenza il catalogo dovrebbe includere supposti fenomeni UFO visti nell’atmosfera o presumibilmente nello spazio periterrestre.

Non vi rientrano dunque le osservazioni dei cosiddetti TLP, o Transient Lunar Phenomena, o di fenomeni anomali in apparenza avvenuti sulla superficie di corpi celesti quali il Sole e gli altri pianeti del sistema solare.

  • In teoria avrebbe dovuto escludersi pure le osservazioni di presunti oggetti astronomici sconosciuti, quali il cosiddetto pianeta Vulcano, un pianeta la cui orbita sarebbe stata interna a quella di Mercurio e del quale furono fatte molte presunte osservazioni ma la cui esistenza non ha mai ricevuto alcuna conferma, comete e supernove mai identificate, ecc., ma nella realtà pratica va detto che sono invece incluse parecchie osservazioni che a suo tempo furono attribuite a cause del genere ma fenomenologicamente non assimilabili ad esse per dettagli descrittivi e per plausibili interpretazioni dei dati testimoniali: insomma, osservazioni che fanno pensare a cose non situate nello spazio profondo, ma nei pressi o addirittura all’interno della nostra atmosfera.

I casi sono dunque vagliati ai fini dell’inserimento uno per uno ed inseriti solo se rispondono a tutti e tre i gruppi di criteri richiesti: 1) appartenenza alle categorie di testimoni indicate, 2) data successiva al XVI secolo; 3) osservazioni ragionevolmente non riferibili a distanze superiori a quelle dello spazio  periterrestre.


Alcuni obiettivi del progetto


  • Una delle mete fondamentali del progetto si presenta di particolare difficoltà. E’ infatti importante sviluppare dei rapporti corretti con la comunità degli appassionati e dei professionisti della ricerca astronomica. Lo scopo di quest’obiettivo di lunga portata dovrebbe essere evidente: oggetto del progetto Clear Skies sono infatti proprio le osservazioni di costoro. La speciale difficoltà  consiste proprio nel fatto che gli interlocutori, nel loro complesso, non sono troppo ben disposti nei confronti dell'ufologia e dello stesso problema.

Sul piano individuale, del singolo studioso e della singola associazione astrofila, malgrado qualche segno di progresso e delle disponibilità, ma non si può negare che permangono dei muri altissimi 

Secondo il coordinatore del progetto sta agli studiosi di orientamento scientifico sviluppare strategie, modelli di comunicazione e disegni di ricerca che possano far intravedere a questi testimoni, così particolari e importanti, che ci si può occupare di questi eventi senza vergognarsene ed anzi contribuendo così alla conoscenza del mondo che ci circonda.
Un punto a favore consiste nel fatto che assai di frequente testimoni di fenomeni come meteore e bolidi si rivolgono ad associazioni quali il CISU pensando di aver visto qualcosa di anomalo. Il risultato è che almeno in certi casi, qualità e quantità dei dati a disposizione degli ufologi sono almeno paragonabili a quelle degli astrofili. Non ci sono dubbi che questi dati, che non rappresentano il core business dell'ufologia, per i nostri interlocutori siano preziosi.

  • Siccome dal punto appena discusso si desume che uno degli obiettivi principi del progetto sarebbe una collaborazione sistematica fra cultori degli UFO e gli astrofili/nomi, ecco che la necessità di un questionario specifico per costoro, da far conoscere, accettare e da distribuire assume un rilievo del tutto particolare.

Va sempre tenuto presente che i questionari non sostituiscono in alcun modo le vere e proprie inchieste sul campo, Tuttavia, le risorse umane ed organizzative cui l'ufologia razionale può ricorrere sono scarse. E' per questo che il coordinatore del progetto ha ritenuto opportuno ricorrere ad uno strumento di supporto di questo tipo.

Esso è dunque un'alternativa a quelle occasioni in cui non è possibile condurre indagini dirette presentate poi in rapporti d'indagine stesi secondo le indicazioni del "Manuale di metodologia" del CISU (edizione 2010) o anche in integrazione ad esso per quanto riguarda i quesiti specifici destinati ai testimoni di cui s'interessa il Progetto Clear Skies. Gli studiosi e gli stessi testimoni trovano a disposizione il "Questionario di avvistamento per astrofili ed astronomi" in formato Word qui o pdf qui.

Nel preparare il questionario, si è tenuto conto sia di un precedente storico illustre sia di un altro modello più recente.

Quando Peter Sturrock fece il suo sondaggio (1975) impiegò infatti un questionario pensato apposta per i suoi colleghi, mentre nel giugno del 2007 il GEIPAN del Centro Nazionale di Studi Spaziali francese ha adottato anch’esso uno schema preordinato, stavolta però destinato non ai professionisti, ma agli amatori.

I due modelli si somigliano ma presentano anche molte differenze. Quello americano sottende una grande fiducia nella volontà da parte degli osservatori di rispondere in modo assai preciso e dettagliato, impiegando senz’altro una notevole quantità di tempo. Comprende 47 domande. Quello francese, invece, pur contando su un numero di quesiti simile formula le richieste in maniera più secca, assai meno articolata e in ogni caso puntando di più su domande di tipo chiuso.

Si ritiene che il questionario prodotto per il progetto Clear Skies risponda all’esigenza di un equilibrio fra più angolature, ma sempre con l’occhio rivolto ad una sua utilizzabilità pratica, non potendosi ragionevolmente sperare che nemmeno un osservatore con una buona cultura tecnico-scientifica riempia pagine e pagine di risposte se non è provvisto di una motivazione particolarmente elevata. 


  • Scopo fondamentale di tutto il progetto, per assuzione del coordinatore, è però la ricerca, esplicita e mirata, di un’evidenza dell’esistenza di uno o più tipi di fenomeni aerei non identificati, ossia di fenomeni ignoti o controversi per l’attuale corpus delle scienze fisiche, attraverso quanto visto o rilevato in vari modi da astronomi ed astrofili, ossia da due gruppi di osservatori “interessanti”.

Questi fenomeni presentano una gamma di caratteri senz’altro ampia, ma non sterminata.

Analisi delle osservazioni fatte in contesto strutturato

Un’altra coordinata lungo la quale il progetto intende lavorare e che si connette al tentativo di ricavare dati almeno a volte misurabili con fiducia è quella della valutazione delle osservazioni fatte in un contesto strutturato.

Il riferimento è a quelle osservazioni in cui i testimoni erano al loro posto di lavoro, magari in compagnia di altri colleghi, con a disposizione apparecchiature ottiche, di registrazione e di rilevazione di qualunque tipo. Poiché nessuno vieta che astronomi ed astrofili vedano supposti UFO anche in contesti non strutturati – ossia per caso, magari per strada o quando si è impegnati in attività non pianificate –  saranno condotte analisi volte a capire se davvero nel primo caso si possano ottenere dati di qualità più elevata. E’ inoltre da attendersi che buona parte delle osservazioni diurne di astronomi e di astrofili siano state fatte in contesti non strutturati, soprattutto per il passato. Sarà bene studiare caratteristiche e limiti dei casi realizzatisi in contesti non strutturati, perché stando al buon senso esse dovrebbero presentare un maggior tasso di errori.

Base di dati e rapporto annuale

Il progetto comporta la pubblicazione su più siti telematici di una base di dati Excel contenente in una serie di campi la sintesi di tutte le osservazioni raccolte, classificate secondo il sistema di classificazione Herb modificato, aggiornata in modo rapido e costante con l'affluire di nuovi dati e di nuovi casi, scaricabile qui. Per l'interpretazione dei suoi contenuti e per un'introduzione dettagliata al lavoro, invece, potete andare qui.

In omaggio all'attuale normativa di legge sulla protezione dei dati personali ed al codice di deontologia del Centro Italiano Studi Ufologici, le generalità dei testimoni delle osservazioni italiane relative agli ultimi settant'anni saranno omesse dalla versione resa pubblica pur essendo in molti casi note al coordinatore del progetto.

Alla data del 21 settembre 2011 il progetto conta 1381 osservazioni da sessantavove Paesi. 424 casi si riferiscono all'Italia.

E' prevista nel corso del 2012 la pubblicazione su Wikiufo ed in altri siti telematici di un "Rapporto annuale" in cui saranno analizzate in dettaglio le osservazioni concernenti l'anno precedente.[1][2][3].

Per informazioni, collaborazioni, scambi di dati ed invio di notizie di osservazioni fatte è possibile contattare il coordinatore, l'ufologo Giuseppe Stilo. 

Fonti

  1. Stilo, Giuseppe (2007). Osservazioni di Fenomeni aerei non identificati da parte di astronomi ed astrofili: un progetto di catalogo, relazione tenuta al Convegno internazionale “1947-2007. Sessant'anni di UFO”, Saint Vincent (Aosta), 23 giugno 2007
  2. Stilo, Giuseppe (2007). Lettera. Le Stelle. (52). giugno, 5
  3. Stilo, Giuseppe (2007). Progetto “Cieli sereni”: il punto della situazione. UFO - Rivista di Informazione Ufologica. Torino: CISU. (35) dicembre, 33-40
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