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GEIPAN, GEPAN e SEPRA

Da WikiUFO.

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In questo modo secondo il GEPAN le variabili possono essere considerate in modo simmetrico e globale, evitando tendenze riduzioniste di qualsiasi genere. Il sistema complesso che le variabili generano quando siano poste in modo immaginario ai vertici di un poliedro, dà vita alla figura del tetraedro, al cui interno è posto lo stimolo originale - quello all'origine della testimonianza - che qui è considerato come una variabile non misurabile in modo diretto perché dotato di caratteristiche spaziali e temporali assai limitate. 
In questo modo secondo il GEPAN le variabili possono essere considerate in modo simmetrico e globale, evitando tendenze riduzioniste di qualsiasi genere. Il sistema complesso che le variabili generano quando siano poste in modo immaginario ai vertici di un poliedro, dà vita alla figura del tetraedro, al cui interno è posto lo stimolo originale - quello all'origine della testimonianza - che qui è considerato come una variabile non misurabile in modo diretto perché dotato di caratteristiche spaziali e temporali assai limitate. 
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E' tuttavia da sottolineare che il GEPAN ha creato il modello del tetraedro non come un modello interpretativo della natura&nbsp;ontologica del fenomeno UFO, ma soltanto quale ausilio epistemologico per l'aggiramento di alcune&nbsp;aporie poste dallo studio&nbsp;della fenomenologia<ref>Velasco, Jean-Jacques (1987). Scientific Approach and Results of Studies into Unidentified Aerospace Phenomena in France. In: Andrus, Walter Jr. &amp;amp; Hall, Richard H. (a cura di). ''MUFON 1987 International UFO Symposium Proceedings''. Seguin (Texas): MUFON. 51-67</ref>.
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E' tuttavia da sottolineare che il GEPAN ha creato il modello del tetraedro non come un modello interpretativo della natura&nbsp;ontologica del fenomeno UFO, ma soltanto quale ausilio epistemologico per l'aggiramento di alcune&nbsp;aporie poste dallo studio&nbsp;della fenomenologia<ref>Velasco, Jean-Jacques (1987). Scientific Approach and Results of Studies into Unidentified Aerospace Phenomena in France. In: Andrus, Walter Jr. & Hall, Richard H. (a cura di). ''MUFON 1987 International UFO Symposium Proceedings''. Seguin (Texas): MUFON. 51-67</ref>.
== Fonti ==
== Fonti ==

Versione del 09:45, 30 ott 2008

GEIPAN, GEPAN e SEPRA sono gli acronimi con i quali, dal 1977, s'identificano i gruppi di studio sui fenomeni UFO che si sono via via costituiti nell'ambito del Centre National d'Etudes Spatiales (CNES) del Consiglio Nazionale delle Ricerche francese.

Pur tra fragilità, contraddizioni e limiti di vario genere, questi gruppi rappresentano il più duraturo sforzo di studio del fenomeno intrapreso finora dalle istituzioni pubbliche di un Paese avanzato. 

Indice

Formazione del GEPAN e suoi esordi

Se per semplificare si forzano i termini della questione, è possibile sostenere che la nascita del GEPAN rappresenta un caso di eterogenesi dei fini. Alla fine degli anni '60 del XX secolo la chiusura della Commissione Condon aveva dato ai più la sensazione che il problema UFO stesse scivolando in un oblio forse definitivo.

Invece, le polemiche circa la sua conduzione portarono scienziati come l'astronomo Carl Sagan ed il fisico Thornton Leigh Page a raccogliere contributi di loro colleghi di varia estrazione giunti a partire da un convegno tenutosi nel 1969 sotto gli auspici dell' American Association for the Advancement of Science (AAAS) in un volume rimasto un punto fermo per l'ufologia scientifica ("UFOs: A Scientific Debate", uscito nel 1972), astrofisici quali J. A. Hynek a dare vita all'associazione CUFOS (1973) e l'ingegnere aeronautico francese Claude Poher ad interessarsi in modo sempre più attivo del problema, che si deve considerare per il GEPAN una specie di "padre" il cui contributo intervenne al momento giusto.
L'ingegnere aeronautico francese Claude Poher (n. 1936), qui intorno al 1971, deve considerarsi il "padre" del GEPAN.
L'ingegnere aeronautico francese Claude Poher (n. 1936), qui intorno al 1971, deve considerarsi il "padre" del GEPAN.

Nei primi anni '70 Poher pubblicò in particolare alcuni studi statistici sul fenomeno che ebbero buona stampa (Science & Vie, L'Aéronautique et l'Astronautique) e  buona recezione da parte degli ambienti scientifici d'oltralpe.

Il quadro subì un'acccelerazione con le grandi ondate d'avvistamenti dell'estate-autunno 1973, poi proseguite in vari paesi anche l'anno successivo. Esse riguardarono anche la Francia. Il 21 febbraio del 1974 il ministro della difesa del tempo, Robert Galley, rilasciò un'intervista radiofonica ad Jean-Claude Bourret, un giornalista che ebbe anch'egli un buon ruolo di divulgatore del problema con programmi radio-televisivi e con diversi libri due dei quali usciti pure in traduzione italiana. In questa intervista Galley riconosceva senza alcuna remora che le varie branche della Gendarmeria francese che raccoglievano dai cittadini e dai militari testimonianze d'avvistamento nei casi più interessanti le trasmettevano per un parere al Centre National d'Etudes Spatiales (CNES) di Tolosa, ritenuto l'ente più adatto ad occuparsi di un problema definito come di rilevanza scientifica e non militare. Galley, che menzionava testimonianza radar-visuali ed tentativi d'intercettazione da parte di aerei da caccia dell'Armèe de l'Air auspicava pure l'invio dei casi interessanti allo stesso Poher.

Nel 1975 la Gendarmeria Nazionale ebbe l'incarico, grazie ad un accordo fra il ministero della difesa e quello dell'industria e della ricerca, di raccogliere in modo sistematico le testimonianze. Già dall'anno precedente Poher stava operando per la creazione di un gruppo di lavoro scientifico presso il CNES. Sottopose una proposta alla direzione generale del CNES e - anche grazie ai buoni uffici di esponenti politici dell'epoca quali Alain Poher, presidente dell'Assemblea nazionale, nei due anni successivi fu stilata ed approvata una serie di protocolli di collaborazione fra Gendarmeria, Ente per l'aviazione civile, Aeronautica militare e Servizio meteorologico francese. Attenzione nei confronti dell'iniziativa fu manifestata anche anche dall'Istituto di Alti Studi per la Difesa Nazionale. 

Il 1° maggio del 1977 il CNES annunciò al pubblico la nascita del GEPAN (Groupe d'Etude des Phénomènes Aérospatiaux Non-identifiés), piccola sezione del CNES il cui compito principale consisteva nello studio dei fenomeni aerospaziali (il termine UFO o meglio il suo equivalente francese, OVNI, non erano usati) che presentavano difficoltà d'identificazione in termini convenzionali. Suo direttore fu nominato l'ing. Poher.


L'era Poher

Nei primi mesi della sua attività Poher si trovò a gestire l'intera iniziativa di studio con una sola funzionaria amministrativa. Solo appoggio pratico in quella fase gli giunse da un piccolo numero di ricercatori scientifici che a titolo personale erano interessati al fenomeno. Fu soltanto a settembre che a settembre del '77, presentata in termini ultimativi la situazione, Poher ottenne dal presidente del CNES, Hubert Curien, la formazione di un consiglio scientifico i cui membri avrebbero partecipato in modo volontario e soltanto a tempo parziale. 

In questo modo Poher mise insieme una decina di studiosi professionisti le cui attività sarebbero state sottoposte a revisione annuale da parte di un comitato di controllo di sette membri. Fra i componenti del consiglio si annoveravano lo stesso Curien, il direttore scientifico del CNES, René Pellat, Jean Gruau, che assunse il ruolo di segretario e di modetatore delle discussioni, l'astronomo Guy Monnet, il cosmologo dell'Università di Orsay Roland Omnès, esponenti della Gendarmeria, lo psichiatra Henri Faure, che sarà pure il più attivo in questa fase, un fisico dei plasmi che però non parteciperà mai alle riunioni, un rappresentante dello stato maggiore dell'Armée de l'Air, ecc. 
Ai lavori presero parte anche privati quali gli ufologi Thierry Pinvidic e Christian Perrin de Brichambault. 

Al contrario, il tentativo fatto da Poher di far partecipare ai lavori anche studiosi come il fisico Jean-Pierre Petit e l'astronomo Maurice Viton, lui stesso testimone di un avvistamento, si scontrerà presto con lo scetticismo del CNRS nei confronti delle teorie propulsive di Petit, basate sulla magnetoidrodinamica e presto respinte dalla gran parte dei suoi interlocutori.

Fra il 1977 ed il '78 il GEPAN analizzò in modo statistico più di trecento segnalazioni trasmesse dalla Gendarmeria e verificò gli studi condotti prima di allora da Poher. Il 14 dicembre del '77 il comitato di controllo approvò il primo rapporto trasmessogli dai membri del GEPAN, ne lodava l'approccio multidisciplinare ed auspicava che al gruppo fossero assegnati "mezzi sufficienti" per adempiere ai suoi compiti.

Allo stesso tempo era richiesto un miglioramento nei metodi di raccolta dei dati e delle procedure di selezione degli stessi. Per evitare problemi derivanti dal sensazionalismo il GEPAN era invitato alla massima prudenza circa la diffusione di risultati parziali ed incompleti. Il comitato di controllo domandava di essere consultato prima di procedere alla stampa di lavori rivolti al pubblico generale.

A giugno del 1978 il GEPAN presentò al comitato il suo rapporto semestrale. Buona parte di esso era dedicato all'analisi di undici casi con alto indice S-P. Dieci di essi erano stati classificati, dopo nuove inchieste, come non identificati. Dei 354 casi provenienti dalla Gendarmeria, analizzati con procedure meccanografiche, il 25% non aveva trovato spiegazione convenzionale. 

La conclusione era che all'origine dei fenomeni vi fossero "macchine volanti d'origine sconosciuta". 

Il comitato di controllo non si dimostrò ostile a quanto sosteneva il GEPAN. Anzi, a quel punto intraprese un'altra strada: il tentativo di coinvolgere in modo più diretto gli ufologi nelle attività del gruppo. Quell'iniziativa, tuttavia, doveva diventare il motivo per le dimissioni di Poher dalla guida del gruppo. 

Nel settembre del 1978 un centinaio di ufologi facenti parte di una quarantina di gruppi si riunirono a Tolosa alla presenza di Poher. Il tentativo era quello di valutare l'impatto delle modalità operative del GEPAN sull'ambiente degli appassionati.

Dopo aver presentato la struttura dell'ente, organizzato in sette gruppi di lavoro (intervento rapido, casi radar, studio dei casi con tracce, attività di codifica, archivi, valutazione casi e progetto per uno strumento di simulazione dei casi da usare nelle inchieste e denominato SIMOVNI), Poher offriva agli appassionati dei corsi di formazione professionale e la fornitura di filtri di diffrazione della luce per macchine fotografiche nel tentativo di creare una rete di sorveglianza dello spazio aereo. 

La risposta da parte degli appassionati fu contraddittoria. La mancanza di senso di responsabilità e di professionalità dell'ambiente ufologico fu messa in mostra in modo crudele. Sulla stampa specializzata ed anche su quella generalista sostenitori ultra-convinti della presenza degli extraterrestri, come l'ufologo Jimmy Guieu da un lato ed i nuovi sostenitori dell'ipotesi socio-psicologica dall'altra, quali ad esempio Michel Monnerie, che pubblicava attacchi assai duri al GEPAN dalle pagine della rivista di divulgazione scientifica "Science & Vie", misero in difficoltà Poher, che per conto suo aveva riserve crescenti nei confronti della prudenza chiesta dal comitato di controllo nella diffusione delle notizie sui progressi fatti negli studi.

Nel mese di ottobre del 1978 Poher si dimise dalla direzione del GEPAN.

L'era Esterle, o "l'età d'oro" del GEPAN

Il successore di Poher fu il matematico Alain Esterle. Sotto la sua direzione il GEPAN raggiunse l'apice qualitativo e quantitativo delle proprie attività.

Mentre Esterle ed i suoi collaboratori lavoravano a varie iniziative - non ultime a numerose indagini sul campo che comprenderanno alcuni fra quelli che poi diverranno dei super-classici della casistica UFO - al contempo riduceva i contatti con l'ambiente degli appassionati. I rapporti fra l'organismo pubblico e costoro andarono peggiorando vieppiù.  

D'altro canto, Esterle cercò di far sì che idee come quelle sulla propulsione di velivoli avanzati sostenuta da Jean-Pierre Petit fossero prese in considerazione dagli organismi di ricerca scientifica delle forze armate francesi. La difficoltà di rapporto con una personalità quale Petit spinse i militari e lo stesso CNES a cercare la collaborazione di un altro studioso che lavorava a fianco di Petit, Bernard Zappoli. Giunsero finanziamenti pubblici importanti, ma Petit si sentì scavalcato. Il rapporto preferenziale accordato a Zappoli apparve confermato da un rapporto interno del GEPAN scritto anche da Esterle. 

Petit reagì consegnando il rapporto alla rivista ufologica d'orientamento socio-psicologico "OVNI-Présence", che lo pubblicò. 

La reazione del CNES a fronte delle gravi questioni in cui la fiducia rivolta alle ricadute tecnologiche della magnetoidrodinamica aveva gettato il GEPAN fu quello di ritirare quasi tutto il credito riposto nel gruppo di lavoro. Personale, finanziamenti ed appoggio da parte della dirigenza si ridussero al minimo, e nel mese di luglio del 1983 Esterle fu sostituito alla guida del GEPAN da un suo collaboratore, Jean-Jacques Velasco.

L'età dell'oro del GEPAN si era conclusa. 

Per fortuna, in quei cinque anni erano stati prodotti parecchi risultati.

  • Uno dei principali è costituito dalle diciotto "Note Tecniche" prodotte tra l'ottobre 1979 ed il marzo 1983. Molte di esse sono degli esempi importanti sul piano metodologico, delle idagini sul campo, della difficile gestione generale dei problemi posti dai rapporti con l'opinione pubblica e con l'ambiente scientifico. Le "Note Tecniche" sono tutte disponibili sul Web a questo indirizzo.
  • Stessa disponibilità, allo stesso recapito, per i restanti gruppi di pubblicazioni:

le quattro "Note Informative" del 1980-81;

i sedici "Documenti" e "Note di Lavoro" del 1977-1983;

i sei "Studi" del 1978-1983;
Il modello tetraedrico per lo studio della fenomenologia proposto dal GEPAN nel 1981.
Il modello tetraedrico per lo studio della fenomenologia proposto dal GEPAN nel 1981.

i sei "Rapporti" del 1981-83.

Verso la fine del suo periodo di direzione Esterle scriverà che:

a) la comparsa di alcuni fenomeni non identificati non risulta spiegabile né con fenomeni fisici convenzionali, né con fenomeni psicologici o con modelli psicosociali; b) è assai probabile che nei fenomeni segnalati ci sia una componente fisica; c) le dimensioni spaziali e temporali di questi eventi è di un'ordine assai ridotto. 

Nella terza "Nota Tecnica", datata 27 aprile 1981, il GEPAN presentava un modello epistemologico originale i cui intenti erano quelli di consentire una raccolta efficiente dei dati tramite un'adeguata indagine delle segnalazioni. Si trattava di quello che gli stessi Autori descrivevano come modello tetraedrico per affrontare lo studio della fenomenologia.   

In seguito esso fu descritto come un sistema per modellare

un corpus quantificabile d'informazioni centrato su due assi, ossia i dati di tipo fisico e quella di natura psicologica. Dato che la comunicazione delle informazioni da parte dei testimoni rappresenta la reazione allo stimolo indotto da un evento, la prima dimensione osservabile sarà rappresentata proprio dal testimone.

L'informazione prenderà la forma di un resoconto testimoniale e così la seconda dimensione osservabile sarà rappresentata da un rapporto testimonialeredatto in forma adeguata. Tuttavia, in se queste condizioni non sono sufficienti per analizzare il caso nel suo complesso: esse devono essere poste nel loro contesto, ossia nell'ambiente fisico concreto. Ciò ci fornirà la terza dimensione osservabile. Il nostro punto di vista però sarebbe incompleto se il rapporto, che è l'elemento più soggettivo, non fosse visto alla luce del sistema sociale, culturale ed ideologico con il quale il testimone interagisce. Questo ci conduce alla quarta dimensione osservabile e cioè all'ambiente psico-sociale.

In questo modo secondo il GEPAN le variabili possono essere considerate in modo simmetrico e globale, evitando tendenze riduzioniste di qualsiasi genere. Il sistema complesso che le variabili generano quando siano poste in modo immaginario ai vertici di un poliedro, dà vita alla figura del tetraedro, al cui interno è posto lo stimolo originale - quello all'origine della testimonianza - che qui è considerato come una variabile non misurabile in modo diretto perché dotato di caratteristiche spaziali e temporali assai limitate. 

E' tuttavia da sottolineare che il GEPAN ha creato il modello del tetraedro non come un modello interpretativo della natura ontologica del fenomeno UFO, ma soltanto quale ausilio epistemologico per l'aggiramento di alcune aporie poste dallo studio della fenomenologia[1].

Fonti

  1. Velasco, Jean-Jacques (1987). Scientific Approach and Results of Studies into Unidentified Aerospace Phenomena in France. In: Andrus, Walter Jr. & Hall, Richard H. (a cura di). MUFON 1987 International UFO Symposium Proceedings. Seguin (Texas): MUFON. 51-67

Collegamenti esterni

Sito ufficiale del GEIPAN

Voce "GEPAN" dell'enciclopedia ufologica on line francese RR0

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