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ITACAT

Da WikiUFO.


Indice

Cosa è

ITACAT (ITAlian CATalogue) è il catalogo italiano dei casi di Incontro Ravvicinato (IR), quei particolari avvistamenti UFO in cui il testimone dichiara di essersi trovato piuttosto vicino al fenomeno anomalo osservato (solitamente entro 150 metri di distanza. Un'estensione successiva alla definizione originale ed adottata da molti ufologi fissa anche un'altezza dal suolo non superiore ai trenta metri circa).

Un sottoinsieme di questa casistica è rappresentato dai cosiddetti "Atterraggi UFO", dove viene solitamente riferito il contatto o la prossimità del fenomeno al suolo.

Iniziato nel 1977, il progetto ITACAT (condotto da Maurizio Verga nell'ambito delle attività di ricerca del CISU) ha raccolto una vasta documentazione su praticamente tutti i casi del genere avvenuti in Italia dal 1912 ad oggi. Si tratta di oltre 850 segnalazioni provenienti dalle fonti più disparate.

Un quinto circa del totale è rappresentato dai cosiddetti "Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo" (IR3), casi con caratteristiche eccezionali, ambigue e controverse, in cui sono state osservate delle "entità animate" associate a fenomeni comunemente indicati come "UFO". I casi italiani di questo tipo (inclusi anche eventi particolari e non direttamente legati alla fenomenologia ufologica) sono stati raccolti nel Progetto "Italia 3" gestito dall'ufologo italiano Paolo Fiorino.


Considerazioni

La distribuzione geografica di questi particolari avvistamenti si concentra nell'Italia centro-settentrionale, probabilmente a causa della maggiore popolazione residente e della maggiore quantità e diffusione di organi di informazione.[1] Buona parte degli ufologi ha sempre ritenuto che gli atterraggi si verificassero in aree isolate e che venissero osservati in modo fortuito. Nel 1981 un originale studio italiano [2] analizzò in modo innovativo la distribuzione sul territorio italiano di alcune centinaia di casi nazionali di incontro ravvicinato: la maggior parte dei casi era avvenuta in luoghi apparentemente isolati o poco frequentati, ma quasi tutti in prossimità di strade od altre infrastrutture dove la presenza di testimoni era comunque probabile. Questo fu spiegato come un ulteriore elemento a conferma dell'apparente indissolubile legame tra la presenza di osservatori e i fenomeni UFO da loro riferiti.

Un esempio della distribuzione geografica dei casi di incontro ravvicinato avvenuti in Italia fino al 1954.

La distribuzione temporale dei casi risulta fortemente influenzata dalla presenza delle Ondate. Le due più importanti avvenute in Italia, quella del 1954 e quella del 1978 hanno avuto il loro picco, con numerosi IR nei mesi autunnali. Nel corso della giornata le ore notturne sono quelle con il maggiore numero di episodi, probabilmente in virtù delle peculiari condizioni di percezione e del particolare stato emotivo conseguente all'oscurità. Gli incontri ravvicinati italiani, in uno studio preliminare del 1981, facevano registrare una percentuale leggermente più elevata di eventi diurni, rispetto all'insieme generico dei casi di avvistamento.[3]

Il contenuto qualitativo dell'informazione disponibile per la maggior parte dei casi italiani (ed internazionali) di "incontro ravvicinato" è quasi sempre basso o molto basso. La maggior parte degli eventi si basa su informazioni provenienti da articoli di stampa, informazioni insufficienti raccolte da appassionati o, addirittura, da "voci". Solo una piccola parte trae origine da inchieste condotte da inquirenti sufficientemente seri e preparati che hanno avuto modo di intervistare i testimoni poco dopo la loro esperienza. Al pari di quasi tutti gli altri casi UFO, la scarsa qualità dell'informazione disponibile è uno dei principali elementi che limita fortemente la valutazione ed intepretazione della documentazione disponibile e, conseguentemente, la loro affidabilità.

Un approccio relativamente restrittivo a questa casistica fa scaturire solo quantità molto piccola di casi che coniuga una qualità informativa sufficientemente buona con la mancanza di ragionevoli spiegazioni. Sono questi, ovviamente, gli eventi più significativi e meritevoli di attenzione nell'ambito della ricerca ufologica. 


Pubblicazioni

La Monografia del 2005 dedicata ai casi fino al 1954
La Monografia del 2005 dedicata ai casi fino al 1954
Un'ampia produzione di articoli e studi dedicati all'ITACAT è stata realizzata dal curatore del progetto, soprattutto tra gli anni ottanta ed i primi anni novanta. Visualizza la Bibliografia degli articoli dedicati all'ITACAT.

Nel 1989 il Centro Italiano Studi Ufologici (CISU) ha pubblicato, nell'ambito delle proprie Monografie tematiche, la prima versione dell'ITACAT (disponibile presso la Libreria Elettronica UPIAR), in una edizione di 260 pagine circa, completa di riassunti, fonti originali e commenti per ogni caso.

Il primo tomo, relativo al periodo 1912-1954, di una nuova versione, totalmente riveduta e corretta, che si caratterizza per la presenza di una ricca iconografia e di alcune appendici con parecchie decine di illustrazioni (ritagli dell'epoca, copertine di settimanali e di riviste di fantascienza dell'epoca, fotogrammi e poster di film di fantascienza a contenuto ufologico), è stata pubblicata nel 2005 sotto forma di un'opera di 200 pagine.[4]

Nel 2007 un'ulteriore versione, notevolmente arricchita di nuovi casi e moltissime nuove informazioni, con un corredo iconografico ancora più vasto, è stata pubbicata sotto forma di un libro in lingua inglese dal titolo "When Saucers Came to Earth".[5]  Questo è il primo libro ufologico italiano scritto direttamente in inglese ed indirizzato al pubblico internazionale.


Fonti

  1. Sito UFO ONLINE
  2. Verga, Maurizio (1981). Il Punto sulla distribuzione geografica. Manoscritto inedito
  3. Verga, Maurizio (1981). A brief summary of an analysis of the temporal distribution of an Italian Type-1 cases sample. The Journal of A.C.U.F.O.S. 2(4), 8-1
  4. Verga, Maurizio (2005). Il Catalogo Italiano degli Atterraggi UFO - Volume I * 1912-1954. Torino: Edizioni UPIAR
  5. Verga, Maurizio (2007). When Saucers Came to Earth. Torino: UPIAR
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