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Meier Billy

Da WikiUFO.

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"Billy" Meier è uno dei più conosciuti contattisti dell'epoca contemporanea e dal 1976 le sue dichiarazioni di contatti diretti con esseri extraterrestri e le sue numerosissime e controverse fotografie, e video, sono diventati oggetto di&nbsp;acceso dibattito&nbsp;tra scettici e credenti.
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== Le Fotografie ==
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Il contattista Meier è famoso anche per l'enorme produzione di fotografie che dichiara di avere scattato alle astronavi pleiadiane (chiamate "beamships").&nbsp;Ce ne sarebbero almeno&nbsp;1.155<ref>http://shop.figu.org/product_info.php?cPath=21_26&amp;amp;products_id=67</ref>&nbsp; (oltre 1.200 secondo R.Winters, che, in un’altra occasione, parla di “1.300” [Winters, 1992]), tutte raccolte in un catalogo “ufficiale” (Verzeichnis) venduto dal “Semjase Silver Star Center” ai visitatori dello stesso. I libri di GENESIS III hanno pubblicato solo una parte di esse, mentre quelle troppo dubbie o non sufficientemente buone sono state accuratamente scartate. Una certa parte delle foto di Meier sono di cattiva qualità e su di esse non è possibile svolgere alcun tipo di analisi fotografica. Lo studioso americano Kal Korff durante la sua visita sotto altro nome al Semjase Silver Star Center di Meier ne acquistò 186, le migliori in termini di qualità e facenti parte di sequenze omogenee, alla “modica” cifra di 1.056 franchi svizzeri. Meier avrebbe girato anche dodici diversi filmati.
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Il contattista Meier è famoso anche per l'enorme produzione di fotografie che dichiara di avere scattato alle astronavi pleiadiane (chiamate "beamships").&nbsp;Ce ne sarebbero almeno&nbsp;1.155<ref>http://shop.figu.org/product_info.php?cPath=21_26&amp;amp;amp;products_id=67</ref>&nbsp;al settembre 1999, tutte raccolte in un catalogo “ufficiale”<ref>AA.VV. (1999). ''Verzeichnis der Nummern und Legenden der FIGU-Photos''. FIGU</ref> venduto al “Semjase Silver Star Center” o acquistabile online. I libri pubbicati fin'ora&nbsp;hanno presentato solo una parte di esse. Lo studioso americano Kal Korff durante la sua visita sotto altro nome al Semjase Silver Star Center di Meier ne acquistò 186, le migliori in termini di qualità e facenti parte di sequenze omogenee, alla cifra di 1.056 franchi svizzeri<ref>Kal K. Korff (1995). ''Spaceships of the Pleiades: The Billy Meier Story''. Amherst: Prometheus Books</ref>. Meier avrebbe girato anche dodici diversi filmati.
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Una certa parte delle foto di Meier sono di cattiva qualità e su di esse non è possibile svolgere alcun tipo di analisi fotografica. ma la maggior parte&nbsp;sono spesso di eccezzionale qualità e nitidezza. Molti ufologi, anche non di orientamento scettico, si sono dichiarati molto dubbiosi a loro riguardo.&nbsp;Colman von Keviczky, un maggiore in pensione di origine ungherese, che lavorava come fotografo al dipartimento audio-visuale dell’ONU a New York e conosciuto come un acceso fautore dell’origine extraterrestre degli UFO, analizzò le foto di Meier dichiarando che si trattava di modelli di circa sessanta centimetri sospesi ad un filo. In particolare, nelle foto più conosciute, quelle con la presenza di alberi, disse che erano stati usati dei modelli di piccole dimensioni posti vicino ad alberelli od a modelli di alberi.<ref>Fernandez, M. (1992)- ''Eduard ‘Billy’ Meier: evidencia de un fraude fotografico''. In Mas Alla de los OVNIs</ref>&nbsp;Lo scettico&nbsp;K.Korff<ref>Korff, Kal (1981). ''The Meier Incident - The Most Infamouse Hoax in Ufology''. Townescribe Press</ref> ha fatto notare come molte foto mostrano oggetti lontani e generalmente fuori fuoco. I sostenitori delle affermazioni di&nbsp;Meier hanno dichiarato che la macchina fotografica era sempre settata sull’infinito e solo occasionalmente&nbsp;Meier avrebbe agito&nbsp;sul fuoco manuale. Curioso, però,&nbsp;il fatto che le impostazioni di questa macchina non siano mai state toccate in tutte fotografie scattate dal contattista. In considerazione delle caratteristiche di profondità di campo di tutte le macchine fotografiche, ancora secondo Korff, tutti gli oggetti posti a meno di 1,7-2 metri da chi scatta la foto appariranno confusi e fuori fuoco, con il livello di sfocatura che aumenterà proporzionalmente alla vicinanza dell’oggetto alla camera. Al contrario, altre foto presentavano oggetti ben a fuoco, mentre il paesaggio circostante non lo era affatto: per Korff questa era un'ulteriore evidenza che si trattava di un modello molto vicino all’obiettivo.&nbsp;&nbsp;
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Versione del 19:27, 14 set 2008

"Billy" Meier è uno dei più conosciuti contattisti dell'epoca contemporanea e dal 1976 le sue dichiarazioni di contatti diretti con esseri extraterrestri e le sue numerosissime e controverse fotografie, e video, sono diventati oggetto di acceso dibattito tra scettici e credenti.

 


Indice

La sintesi della storia

Eduard Albert Meier, soprannominato “Billy”, nacque nel piccolo paese di Bulach, vicino a Zurigo, in Svizzera, il 3 Febbraio 1937. Stando alle fonti, ebbe una gioventù abbastanza travagliata e trascorse dodici anni viaggiando attraverso quarantadue nazioni in Africa, Asia ed Europa. Mentre si trovava in India ebbe una serie di contatti con la cosmonauta pleiadiana Asket, producendo non poche fotografie di “dischi volanti”. Tornato in Svizzera nel 1970 con la moglie greca, nel dicembre 1973 si trasferì in una vecchia e modesta fattoria messagli a disposizione, a poco prezzo, dal comune di Hinwill, a circa mezz’ora di macchina da Zurigo.

Nel corso di una delle riunioni del gruppo di metafisica da lui fondato sul finire del 1974 e composto da una decina di persone, Meier affermò di avere stabilito un contatto fisico, il 28 gennaio 1975, con un gruppo di alieni provenienti dal sistema stellare conosciuto come “Pleiadi”, a circa cinquecento anni luce dalla Terra. La prima reazione da parte di buona parte dei membri del gruppo fu di stupore e di scetticismo, ma Meier incominciò presto ad esibire centinaia di fotografie, particolarmente chiare, delle astronavi pleiadiane, come prova di quanto affermava. 

Il 28 gennaio del 1975, raccontò Meier, si trovava in un prato a qualche chilometro da Hinwill: suo obiettivo era quello di riuscire a registrare le “voci dei defunti”, attività all’epoca particolarmente di moda nei circoli metapsichici. Improvvisamente sentì un suono pulsante: alzando lo sguardo verso la direzione da cui proveniva quel suono, vide un disco volante che stava scendendo “soavemente” su un prato a circa cento metri di distanza da lui. Incominciò a scattare diverse fotografie, quindi cercò di avvicinarsi, ma una forza od un “campo di forza” invisibile gli impedì di proseguire. Vide quindi scendere dal disco una figura umana che indossava una tuta grigia: si trattava di una donna di aspetto nordico, dai capelli rossi ed alta circa un metro e settanta centimetri, assolutamente umana, con l’unica differenza nei lobi delle orecchie, un poco più grandi del normale: ebbe così inizio il suo primo contatto fisico con Semjase. L’incontro non fu, comunque, casuale, in quanto sarebbe stata la stessa Semjase a guidare Meier in quel posto per mezzo di un messaggio telepatico.

Con il tempo i racconti di Meier incontrarono sempre maggiore accettazione tra i membri del gruppo: quelli che, al contrario, non me erano convinti lo lasciarono presto. Il numero delle persone che visitavano il contattista e ne accettavano le storie continuò a crescere e quello che era sembrata essere una “semplice” serie di contatti iniziata nel gennaio 1975 si tramutò rapidamente in uno scenario molto più complesso e dettagliato, completato da connotazioni religiose e fortemente spirituali. Quest’ultime diventarono sempre più evidenti e forti, fino a sfociare nella cosiddetta “Talmud Jmmanuel”, il testo religioso di Meier presentato come un documento originale dell’antichità. Le sue storie e l’evidenza da lui portata a conforto delle stesse diventarono via via sempre più eccezionali ed incredibili.

Meier con gli anni creò una vera e propria comunità spirituale attorno a sè, gestendo una considerevole quantità di persone che, in tutto il mondo, lo considerano tutt’ora il portavoce degli extraterrestri, visti sempre come amici e protettori. Si è anche creato un certo mercato di pubblicazioni, video ed oggettistica varia basate sulle sue storie, mentre le conferenze ad esso dedicate, sia negli Stati Uniti che in Europa, trovano solitamente un buon riscontro di pubblico, ormai più interessato al messaggio spirituale di Eduard Meier che alla realtà delle sue foto e dei suoi filmati.



Le Fotografie

Il contattista Meier è famoso anche per l'enorme produzione di fotografie che dichiara di avere scattato alle astronavi pleiadiane (chiamate "beamships"). Ce ne sarebbero almeno 1.155[1] al settembre 1999, tutte raccolte in un catalogo “ufficiale”[2] venduto al “Semjase Silver Star Center” o acquistabile online. I libri pubbicati fin'ora hanno presentato solo una parte di esse. Lo studioso americano Kal Korff durante la sua visita sotto altro nome al Semjase Silver Star Center di Meier ne acquistò 186, le migliori in termini di qualità e facenti parte di sequenze omogenee, alla cifra di 1.056 franchi svizzeri[3]. Meier avrebbe girato anche dodici diversi filmati.

Una certa parte delle foto di Meier sono di cattiva qualità e su di esse non è possibile svolgere alcun tipo di analisi fotografica. ma la maggior parte sono spesso di eccezzionale qualità e nitidezza. Molti ufologi, anche non di orientamento scettico, si sono dichiarati molto dubbiosi a loro riguardo. Colman von Keviczky, un maggiore in pensione di origine ungherese, che lavorava come fotografo al dipartimento audio-visuale dell’ONU a New York e conosciuto come un acceso fautore dell’origine extraterrestre degli UFO, analizzò le foto di Meier dichiarando che si trattava di modelli di circa sessanta centimetri sospesi ad un filo. In particolare, nelle foto più conosciute, quelle con la presenza di alberi, disse che erano stati usati dei modelli di piccole dimensioni posti vicino ad alberelli od a modelli di alberi.[4] Lo scettico K.Korff[5] ha fatto notare come molte foto mostrano oggetti lontani e generalmente fuori fuoco. I sostenitori delle affermazioni di Meier hanno dichiarato che la macchina fotografica era sempre settata sull’infinito e solo occasionalmente Meier avrebbe agito sul fuoco manuale. Curioso, però, il fatto che le impostazioni di questa macchina non siano mai state toccate in tutte fotografie scattate dal contattista. In considerazione delle caratteristiche di profondità di campo di tutte le macchine fotografiche, ancora secondo Korff, tutti gli oggetti posti a meno di 1,7-2 metri da chi scatta la foto appariranno confusi e fuori fuoco, con il livello di sfocatura che aumenterà proporzionalmente alla vicinanza dell’oggetto alla camera. Al contrario, altre foto presentavano oggetti ben a fuoco, mentre il paesaggio circostante non lo era affatto: per Korff questa era un'ulteriore evidenza che si trattava di un modello molto vicino all’obiettivo.  


Fonti e Riferimenti

  1. http://shop.figu.org/product_info.php?cPath=21_26&amp;amp;products_id=67
  2. AA.VV. (1999). Verzeichnis der Nummern und Legenden der FIGU-Photos. FIGU
  3. Kal K. Korff (1995). Spaceships of the Pleiades: The Billy Meier Story. Amherst: Prometheus Books
  4. Fernandez, M. (1992)- Eduard ‘Billy’ Meier: evidencia de un fraude fotografico. In Mas Alla de los OVNIs
  5. Korff, Kal (1981). The Meier Incident - The Most Infamouse Hoax in Ufology. Townescribe Press


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