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Psicopatologie

Da WikiUFO.

Generalità

E' questo un ambito assai delicato per l'ufologia di orientamento scientifico.

Purtroppo, sebbene in numero limitato, vari generi di psicosi possono condurre persone in perfetta buona fede a riferire storie più o meno bizzarre di incontri con gli UFO. Il codice deontologico che associazioni come il CISU hanno adottato, la necessità di rispettare la normativa sulla privacy e non ultimo il fatto che una diagnosi del genere è appannaggio soltanto dei professionisti ed in primo luogo dei medici, rendono la materia assai difficile da maneggiare per noi.

Ciò non toglie che resoconti del genere siano conservati negli archivi delle associazioni ufologiche. In genere si tratta di esperienze dal contenuto delirante, a base di continui contatti - se non di vere e proprie persecuzioni - ad opera di alieni, oppure di avvistamenti continui di astronavi e dischi volanti di ogni genere, sui quali a volte si innestano costruzioni teoriche bislacche, rivelazioni sul funzionamento di questi velivoli o di tipo cosmogonico, avvertimenti imperiosi sulla sorte del pianeta, controllo continuo della propria vita ad opera di esseri dotati di mezzi tecnologici misteriosi ed invisibili ed un ricorrente senso di frustrazione per non essere ascoltati che rende più volte gli ufologi anche di orientamento scientifico dei terminali costoro cercano di far riferimento.

Si tratta di situazioni sfortunate che di solito è facile riconoscere. Tuttavia non va trascurato il fatto che molte persone possono condurre una vita del tutto rientrante nella norma socialmente accettabile (ossia essere giudicati “normali” secondo il senso comune) ed invece trasferire tutto il contenuto del loro delirio o i loro sintomi paranoici nel solo ambito che ci riguarda.

E’ tradizione che almeno una parte dei racconti ufologici a maggior indice di stranezza, soprattutto quelli dei cosiddetti contattisti sia collocabile con maggiore o minore facilità in questo settore. Lo stesso confine tra la menzogna che ci fa etichettare una storia come “falso” e quella che invece spinge verso la sensazione di trovarsi di fronte ad una persona che vive un qualche tipo di disagio mentale è più sfumato di quello che si pensa di solito.

E’ discussa anche l’opportunità che lo studioso serio si prenda carico di questi racconti, una volta intuitane la matrice. Il rischio è sempre quello che, anche se spinti dalle migliori intenzioni, si finisca in qualche modo per rafforzare le convinzioni patologiche di questi individui. Tutto ciò senza trascurare il fatto che in genere gli appassionati di ufologia non possiedono gli strumenti concettuali e tecnici per affrontare situazioni simili. Per questo, pur documentando questa ennesima causa di “equivoco” – se così la si può definire – è probabile che convenga rassicurare i protagonisti di queste esperienze, spesso angosciati per quanto gli capita, sul fatto che non sono certo i soli a viverle ed indirizzarle verso professionisti in grado di accoglierli in modo più adeguato sul piano tecnico e consono su quello etico.

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