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Ruppelt Edward J.

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'''Edward J. Ruppelt '''(Iowa, 1923 - Washington, D.C., 1960) è stato un ufficiale subalterno dell'Aeronautica militare degli Stati Uniti e primo direttore del progetto di studio sugli UFO di quell'arma nel periodo in cui esso fu denominato [[Progetto Blue Book|Blue Book]]. Egli stesso studioso di ufologia, deve ritenersi uno dei protagonisti di questa disciplina per gli anni '50 del XX secolo.
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'''Edward J. Ruppelt '''(Iowa, 1923 - Long Beach, California, 27 ottobre 1960) è stato un ufficiale subalterno dell'Aeronautica militare degli Stati Uniti e primo direttore del progetto di studio sugli UFO di quell'arma nel periodo in cui esso fu denominato [[Progetto Blue Book|Blue Book]]. Egli stesso studioso di ufologia, deve ritenersi uno dei protagonisti di questa disciplina per gli anni '50 del XX secolo.
== Biografia e carriera pre-ufologica ==
== Biografia e carriera pre-ufologica ==
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Si può calcolare che nel periodo in cui Ruppelt fu alla testa del Blue Book, i militari di Wright-Patterson ricevettero notizia di circa 4500 segnalazioni, un quarto delle quali fu classificato come non identificato.
Si può calcolare che nel periodo in cui Ruppelt fu alla testa del Blue Book, i militari di Wright-Patterson ricevettero notizia di circa 4500 segnalazioni, un quarto delle quali fu classificato come non identificato.
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I suoi tentativi di ottenere un forte ampliamento dei mezzi e dei fondi a disposizione furono di fatto frustrati dagli esiti del [[Robertson_Panel|Robertson Panel]] che la CIA convocò a metà gennaio del 1953 ed a cui pure Ruppelt presentò in dettaglio quanto il Blue Book aveva fatto nei quindici mesi precedenti.
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I suoi tentativi di ottenere un forte ampliamento dei mezzi e dei fondi a disposizione furono di fatto frustrati dagli esiti del [[Robertson Panel|Robertson Panel]] che la CIA convocò a metà gennaio del 1953 ed a cui pure Ruppelt presentò in dettaglio quanto il Blue Book aveva fatto nei quindici mesi precedenti.
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Quando, dopo un periodo di congedo, Ruppelt rientrò alla base di Dayton, nel marzo di quell'anno, il clima era mutato in maniera profonda. Nel settembre dello stesso anno il capitano terminò il periodo di richiamo e tornò alla vita civile.
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Quando, dopo un periodo di congedo, Ruppelt rientrò alla base di Dayton, nel marzo di quell'anno, il clima era mutato in maniera profonda. Nel settembre dello stesso anno il capitano terminò il periodo di richiamo e tornò alla vita civile.
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== Il libro del 1956 e le polemiche su Ruppelt  ==
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== Il libro del 1956 e le polemiche su Ruppelt  ==
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Con il ritorno alla vita civile Ruppelt palesò subito un forte interesse per gli UFO. Non solo iniziò una fervida attività editoriale, ma lui stesso avviò contatti con vari ufologi e non disdegnò neppure di partecipare a varie della assisi contattistiche che dal 1953 avevano per centro la cittadina di Giant Rock, in California e che a metà anni '50 attiravano un gran numero di persone convinte in modo assoluto del fatto che gli UFO erano astronavi extraterrestri con a bordo piloti desiderosi di comunicare con un certo numero d'individui da loro prescelti.
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Con il ritorno alla vita civile Ruppelt palesò subito un forte interesse per gli UFO. Non solo iniziò una fervida attività editoriale, ma lui stesso avviò contatti con vari ufologi e non disdegnò neppure di partecipare a varie della assisi contattistiche che dal 1953 avevano per centro la cittadina di Giant Rock, in California e che a metà anni '50 attiravano un gran numero di persone convinte in modo assoluto del fatto che gli UFO erano astronavi extraterrestri con a bordo piloti desiderosi di comunicare con un certo numero d'individui da loro prescelti.
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Risultato principale delle attività di Ruppelt sarà il libro ''The Report on Unidentified Flying Objects'', la cui prima edizione comparve nel gennaio del 1956 presso la Doubleday di New York. Questo volume deve considerarsi come uno dei classici della letteratura ufologica. Per la buona qualità delle informazioni e per il fatto che esso - sia pure in modo parziale e non sempre del tutto sincero - forniva le prima notizie semi-ufficiali su alcune attività svolte da organismi pubblici americani negli anni precedenti, rimarrà sino all'apertura degli archivi del Blue Book, nel 1976, una poche delle fonti "interne" a disposizione per cercare di comprendere i meccanismi secondo i quali le autorità americane riflettevano sugli UFO negli anni '50. [[Image:Hall-Connors_Ruppelt.jpg|thumb|right|L'importante lavoro biografico degli ufologi W. Connors ed M. Hall, pubblicato nel 2000, ha permesso di ricostruire attività ed idee di Edward Ruppelt durante la grande ondata dell'estate 1952.]]
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L'opinione di Ruppelt sull'intera questione era prudente, ma aperta. Egli non prendeva in alcun modo posizione a favore della realtà oggettiva dei fenomeni UFO, però forniva dati ed esempi interessanti sia dei tanti equivoci scoperti dall'USAF, sia della componente più difficile da ricondurre a cause convenzionali.
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Dall'intera lettura emergeva una personalità complessa e curiosa, innervosita a tratti dagli atteggiamenti dei suoi superiori, ma comunque attenta a non inimicarsi in modo definitivo gli enti militari cui era disponibile una gran quantità di dati a volte di qualità assai elevata.
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Ruppelt era però piuttosto critico anche con il giornalista ed ufologo Donald E. Keyhoe, che in quegli anni era ormai emerso come il critico più popolare della politica militare sul fenomeno. I due tuttavia concordavano su vari punti ed in specie sul crollo di attenzione per il problema successivo agli inizi del 1953. La divergenza - non secondaria - consisteva nel fatto che Keyhoe era già da anni convinto del fatto che le autorità militari nascondessero la verità sugli UFO all'opinione pubblica, mentre Ruppelt, dall'interno, ne rilevava soltanto mediocrità, miopia ed atteggiamenti dettati da punti di vista non di tipo scientifico.
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Con la nascita del [[NICAP|NICAP]] a Ruppelt fu chiesto di aderirvi, ma non solo egli rifiutò di sostenere posizioni così orientati all'[[Ipotesi Extraterrestre|ipotesi extraterrestre]] ma, in via privata, non nascondeva ai suoi interlocutori delle perplessità sull'intera questione.
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L'evidenza documentaria che emerge dalle sue carte mostra che nellla primavera del 1958 Ruppelt era ormai piuttosto scettico, nel senso che tutti i casi potevano essere spiegati in termini convenzionali. La reazione di Keyhoe fu assai rigida. La sua convinzione era che su Ruppelt fossero state esercitate pressioni da parte di non meglio precisate autorità perché cambiasse l'atteggiamento di apertura che lo aveva caratterizzato in pubblico fra il '54 ed il '56. 
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Già verso la fine dello stesso 1958 Ruppelt prese a lavorare ad una seconda edizione del suo libro. Saputolo, e presagendo un cambiamento netto di punti di vista, Keyhoe lo criticò nel nel numero di giugno del 1959 del bollettino del NICAP, ''The UFO Investigator''. 
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L'edizione aggiornata del volume di Ruppelt apparve nel 1960. Vi erano stati aggiunti tre capitoli in cui definiva in modo aperto il fenomeno UFO "un mito dell'era spaziale", irrideva i contattisti e manifestava insofferenza per il NICAP. Persino casi tuttora ritenuti dalla maggior parte degli studiosi degli esempi non interessati di non identicati, come quelli verificatisi nella zona di Levelland, in Texas, ai primi di novembre del 1957, erano ascritti senza troppe preoccupazioni alle stesse cause addotte dal progetto Blue Book.
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Ruppelt, da tempo malato di cuore, morì per per un secondo infarto cardiaco il 27 ottobre del 1960 a Long Beach, in California.
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Nel 1994 un gruppo di ufologi e di associazioni ufologiche statunitensi ha acquistato l'intero fondo archivistico di Ruppelt. Esso comprendeva anche tutti i manoscritti e le sue revisioni del suo libro. Dall'esame di queste carte non è emerso alcun elemento che possa portare elementi a favore dell'ipotesi che dopo il 1956 Ruppelt abbia mutato le sue opinioni a causa di pressioni su di lui esercitate.
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Tutto, al contrario, sembra indicare che egli - dopo un periodo di apertura e d'interesse - si era davvero convinto dell'irrealtà del fenomeno <ref>Swords, Michael D. (1991). Review of Ruppelt's 'The Report on Unidentified Flying Objects'. ''Journal of UFO Studies''. 3 (n s.). 179-183</ref><ref>Swords, Michael D. (1995). The Lost Words of Edward Ruppelt. ''International UFO Reporter''. '''20''' (2). marzo-aprile. 14-15</ref><ref>Clarke, Jerome (1998). ''The UFO Encyclopedia. The Phenomenon from the Beginning. Volume 2: L-Z''. Detroit: Omnigraphics. 806-808</ref><ref>Hall, Michael David &amp; Connors, Wendy Ann (2000). ''Summer of the Saucers: Captain Eward J. Ruppelt''. Rose Press International</ref>.
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== Fonti e note ==
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<references />
[[Category:Ufologi_Stranieri]]
[[Category:Ufologi_Stranieri]]

Versione corrente

Edward J. Ruppelt (Iowa, 1923 - Long Beach, California, 27 ottobre 1960) è stato un ufficiale subalterno dell'Aeronautica militare degli Stati Uniti e primo direttore del progetto di studio sugli UFO di quell'arma nel periodo in cui esso fu denominato Blue Book. Egli stesso studioso di ufologia, deve ritenersi uno dei protagonisti di questa disciplina per gli anni '50 del XX secolo.

Indice

Biografia e carriera pre-ufologica

Arruolato nell'Aviazione dell'US Army nel 1942, poco dopo l'entrata in guerra degli Stati Uniti, volò dapprima su aerei per il pattugliamento antisommergibili nell'Atlantico, diventò uno dei primi radaristi di bordo e poi fece parte dell'equipaggio di un bombardiere B-29.

Congedato nel 1945, s'iscrisse allo Iowa State College dove conseguì la laurea breve in ingegneria aeronautica nel 1951. Pochi mesi dopo, a causa delle esigenze dovute alla guerra di Corea, fu richiamato in servizio attivo nell'USAF con il grado di capitano. Fu assegnato alla base aerea Wright-Patterson di dayton, nell'Ohio, dove, nell'ambito dell'Air Technical Intelligence Center (ATIC), aveva sede il progetto Blue Book.

Ruppelt come direttore del Blue Book

Nelle giornate del 10 e dell'11 settembre del 1951 a Fort Mounmoth, una base militare del New Jersey, si ebbe una serie di importanti osservazioni ottiche e radar di diversi UFO. Il rapporto inviato subito alla base di Wright-Patterson, dove in quel periodo del fenomeno si occupava in modo ridotto il progetto Grudge, il gruppo di lavoro che fece da raccordo temporale fra il progetto Sign ed il Blue Book, determinò l'intervento sul posto di due ufficiali dell'ATIC fra i quali il tenente Jerry Cummings, che era il facente funzioni di direttore del Grudge.

Quando i due volarono a Washington, al Pentagono, per fare rapporto di persona sulle indagini condotte, si trovarono davanti ad una posizione assai critica dell'atteggiamento super-scettico che il Grudge aveva assunto in quegli anni.

Il caso di Fort Monmouth aveva colpito in modo talmente forte il capo dei servizi d'informazione dell'USAF, maggior generale Charles Cabell, da indurlo a chiedere con forza all'ATIC una nuova iniziativa di studio. Dato che però il tenente Cummings stava per essere congedato, l'ATIC si mise alla ricerca di un nuovo direttore.

Il capo di quello che per qualche mese diverrà noto come "nuovo Grudge" fu individuato già alla fine di settembre del 1951 nel capitano Ruppelt. Egli si mise subito al lavoro con rinnovata energia. I due anni della sua direzione rappresenteranno una sorta di nuova "età dell'oro" per lo studio dei fenomeni UFO da parte dei militari americani dopo quello costituito dal progetto Sign e - in sostanza - dall'anno 1948. 
Il cap. Ruppelt, in piedi al centro, nella conferenza stampa convocata dall'USAF il 29 luglio '52 per cercare di spiegare alla stampa i casi radar-visuali avvenuti a Washington nei dieci giorni precedenti. Davanti a Ruppelt, il magg. gen. John Samford, capo dei servizi d'informazione dell'USAF ed il gen. Roger Ramey, vice direttore delle operazioni dell'USAF.
Il cap. Ruppelt, in piedi al centro, nella conferenza stampa convocata dall'USAF il 29 luglio '52 per cercare di spiegare alla stampa i casi radar-visuali avvenuti a Washington nei dieci giorni precedenti. Davanti a Ruppelt, il magg. gen. John Samford, capo dei servizi d'informazione dell'USAF ed il gen. Roger Ramey, vice direttore delle operazioni dell'USAF.

Decine di ufficiali dell'ATIC ricevettero istruzioni dettagliate su come far fare rapporto ai militari testimoni; fu elaborato un questionario standard ed il progetto si abbonò ad un servizio di fornitura delle notizie stampa, in modo da essere aggiornato in tempo rapido delle dimensioni e delle caratteristiche che le osservazioni riferite presentavano in specie fra il pubblico generale. 

Nel marzo del '52 il "nuovo Grudge" assunse la denominazione di progetto Blue Book.   

Il 1952 rappresentò dal punto di vista ufologico un periodo di avvenimenti di grande importanza. Il Blue Book di Ruppelt si trovò a dover affrontare la grande ondata di avvistamenti di quell'estate - le notizie riportate dalla stampa erano tante da costringerlo a disdire l'abbonamento al servizio stampa, diventato troppo costoso per i modesti fondi del progetto - e, non ultima, la pressione dell'opinione pubblica per la lunga serie di avvistamenti radar-visuali verificatisi presso Washington nel luglio e nell'agosto del 1952. Il 29 luglio Ruppelt fu presente alla confrenza stampa che i militari americani convocarono per cercare di calmare il clamore suscitato dalle notizie relative ai fatti di Washington. Seppur egli in quell'occasione rivestisse un ruolo secondario, le fonti documentali mostrano che egli stesso rimase sorpreso dai tentativi troppo affrettati di spiegare i fatti come dovuti ad inversioni del gradiente termico dell'atmosfera sufficienti a generare falsi segnali sugli schermi.

Si può calcolare che nel periodo in cui Ruppelt fu alla testa del Blue Book, i militari di Wright-Patterson ricevettero notizia di circa 4500 segnalazioni, un quarto delle quali fu classificato come non identificato.

I suoi tentativi di ottenere un forte ampliamento dei mezzi e dei fondi a disposizione furono di fatto frustrati dagli esiti del Robertson Panel che la CIA convocò a metà gennaio del 1953 ed a cui pure Ruppelt presentò in dettaglio quanto il Blue Book aveva fatto nei quindici mesi precedenti.

Quando, dopo un periodo di congedo, Ruppelt rientrò alla base di Dayton, nel marzo di quell'anno, il clima era mutato in maniera profonda. Nel settembre dello stesso anno il capitano terminò il periodo di richiamo e tornò alla vita civile.

Il libro del 1956 e le polemiche su Ruppelt 

Con il ritorno alla vita civile Ruppelt palesò subito un forte interesse per gli UFO. Non solo iniziò una fervida attività editoriale, ma lui stesso avviò contatti con vari ufologi e non disdegnò neppure di partecipare a varie della assisi contattistiche che dal 1953 avevano per centro la cittadina di Giant Rock, in California e che a metà anni '50 attiravano un gran numero di persone convinte in modo assoluto del fatto che gli UFO erano astronavi extraterrestri con a bordo piloti desiderosi di comunicare con un certo numero d'individui da loro prescelti.

Risultato principale delle attività di Ruppelt sarà il libro The Report on Unidentified Flying Objects, la cui prima edizione comparve nel gennaio del 1956 presso la Doubleday di New York. Questo volume deve considerarsi come uno dei classici della letteratura ufologica. Per la buona qualità delle informazioni e per il fatto che esso - sia pure in modo parziale e non sempre del tutto sincero - forniva le prima notizie semi-ufficiali su alcune attività svolte da organismi pubblici americani negli anni precedenti, rimarrà sino all'apertura degli archivi del Blue Book, nel 1976, una poche delle fonti "interne" a disposizione per cercare di comprendere i meccanismi secondo i quali le autorità americane riflettevano sugli UFO negli anni '50.
L'importante lavoro biografico degli ufologi W. Connors ed M. Hall, pubblicato nel 2000, ha permesso di ricostruire attività ed idee di Edward Ruppelt durante la grande ondata dell'estate 1952.
L'importante lavoro biografico degli ufologi W. Connors ed M. Hall, pubblicato nel 2000, ha permesso di ricostruire attività ed idee di Edward Ruppelt durante la grande ondata dell'estate 1952.

L'opinione di Ruppelt sull'intera questione era prudente, ma aperta. Egli non prendeva in alcun modo posizione a favore della realtà oggettiva dei fenomeni UFO, però forniva dati ed esempi interessanti sia dei tanti equivoci scoperti dall'USAF, sia della componente più difficile da ricondurre a cause convenzionali.

Dall'intera lettura emergeva una personalità complessa e curiosa, innervosita a tratti dagli atteggiamenti dei suoi superiori, ma comunque attenta a non inimicarsi in modo definitivo gli enti militari cui era disponibile una gran quantità di dati a volte di qualità assai elevata.

Ruppelt era però piuttosto critico anche con il giornalista ed ufologo Donald E. Keyhoe, che in quegli anni era ormai emerso come il critico più popolare della politica militare sul fenomeno. I due tuttavia concordavano su vari punti ed in specie sul crollo di attenzione per il problema successivo agli inizi del 1953. La divergenza - non secondaria - consisteva nel fatto che Keyhoe era già da anni convinto del fatto che le autorità militari nascondessero la verità sugli UFO all'opinione pubblica, mentre Ruppelt, dall'interno, ne rilevava soltanto mediocrità, miopia ed atteggiamenti dettati da punti di vista non di tipo scientifico.

Con la nascita del NICAP a Ruppelt fu chiesto di aderirvi, ma non solo egli rifiutò di sostenere posizioni così orientati all'ipotesi extraterrestre ma, in via privata, non nascondeva ai suoi interlocutori delle perplessità sull'intera questione.

L'evidenza documentaria che emerge dalle sue carte mostra che nellla primavera del 1958 Ruppelt era ormai piuttosto scettico, nel senso che tutti i casi potevano essere spiegati in termini convenzionali. La reazione di Keyhoe fu assai rigida. La sua convinzione era che su Ruppelt fossero state esercitate pressioni da parte di non meglio precisate autorità perché cambiasse l'atteggiamento di apertura che lo aveva caratterizzato in pubblico fra il '54 ed il '56. 

Già verso la fine dello stesso 1958 Ruppelt prese a lavorare ad una seconda edizione del suo libro. Saputolo, e presagendo un cambiamento netto di punti di vista, Keyhoe lo criticò nel nel numero di giugno del 1959 del bollettino del NICAP, The UFO Investigator

L'edizione aggiornata del volume di Ruppelt apparve nel 1960. Vi erano stati aggiunti tre capitoli in cui definiva in modo aperto il fenomeno UFO "un mito dell'era spaziale", irrideva i contattisti e manifestava insofferenza per il NICAP. Persino casi tuttora ritenuti dalla maggior parte degli studiosi degli esempi non interessati di non identicati, come quelli verificatisi nella zona di Levelland, in Texas, ai primi di novembre del 1957, erano ascritti senza troppe preoccupazioni alle stesse cause addotte dal progetto Blue Book.

Ruppelt, da tempo malato di cuore, morì per per un secondo infarto cardiaco il 27 ottobre del 1960 a Long Beach, in California.

Nel 1994 un gruppo di ufologi e di associazioni ufologiche statunitensi ha acquistato l'intero fondo archivistico di Ruppelt. Esso comprendeva anche tutti i manoscritti e le sue revisioni del suo libro. Dall'esame di queste carte non è emerso alcun elemento che possa portare elementi a favore dell'ipotesi che dopo il 1956 Ruppelt abbia mutato le sue opinioni a causa di pressioni su di lui esercitate.

Tutto, al contrario, sembra indicare che egli - dopo un periodo di apertura e d'interesse - si era davvero convinto dell'irrealtà del fenomeno [1][2][3][4].

Fonti e note

  1. Swords, Michael D. (1991). Review of Ruppelt's 'The Report on Unidentified Flying Objects'. Journal of UFO Studies. 3 (n s.). 179-183
  2. Swords, Michael D. (1995). The Lost Words of Edward Ruppelt. International UFO Reporter. 20 (2). marzo-aprile. 14-15
  3. Clarke, Jerome (1998). The UFO Encyclopedia. The Phenomenon from the Beginning. Volume 2: L-Z. Detroit: Omnigraphics. 806-808
  4. Hall, Michael David & Connors, Wendy Ann (2000). Summer of the Saucers: Captain Eward J. Ruppelt. Rose Press International
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