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UFO Nazisti la nascita del mito

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Negli ultimi anni della seconda guerra mondiale i servizi segreti alleati ricevettero una grande quantità di segnalazioni frammentarie, per lo più delle voci, relative a nuove e fantastiche armi in corso di sviluppo da parte dei tedeschi. Una parte di esse si riferivano al reale sviluppo delle V-1 e V-2 o di altri sistemi d'arma, ma molte altre parlavano di fantastici armamenti che spesso sconfinavano nell'immaginario (missili giganteschi, bombe distruttrici di vario tipo, raggi della morte, ecc ...) e di cui non si ebbe poi alcuna traccia storica nei documenti conosciuti catturati alla fine delle ostilità.
Negli ultimi anni della seconda guerra mondiale i servizi segreti alleati ricevettero una grande quantità di segnalazioni frammentarie, per lo più delle voci, relative a nuove e fantastiche armi in corso di sviluppo da parte dei tedeschi. Una parte di esse si riferivano al reale sviluppo delle V-1 e V-2 o di altri sistemi d'arma, ma molte altre parlavano di fantastici armamenti che spesso sconfinavano nell'immaginario (missili giganteschi, bombe distruttrici di vario tipo, raggi della morte, ecc ...) e di cui non si ebbe poi alcuna traccia storica nei documenti conosciuti catturati alla fine delle ostilità.
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A partire dai giorni immediatemente successivi all'armistizio sul fronte europeo e fin quasi alla fine degli anni quaranta, la stampa riportò molto frequentemente le notizie relative alla scoperta di progetti tedeschi di nuove armi segrete, soprattutto missili ed aerei a reazione, di concezione assolutamente avanzata. Furono pubblicate anche notizie, sempre presentate con una certa aurea di mistero, di armi che sambravano uscite da qualche fumetto di fantascienza: bombe congelanti, gas paralizzanti, raggi della morte, aerei da 10.000 miglia all'ora, enormi satelliti artificiali dotati di specchi per bruciare il nemico, e tanto altro ancora. Tra gli altri, il giornalista italiano [http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Romersa Lugi Romersa]&nbsp;sul settimanale&nbsp;"Oggi" riferì di essere stato testimone dell'esperimento, condotto nell'ottobre 1944 sull'isola baltica di Rugen, dell'esplosione di una fantomatica "bomba disgregatrice", molto simile negli effetti ad una bomba atomica<ref>Da allora Romersa è stato citato in numerosi libri come testimone diretto dell'esistenza di una bomba atomica tedesca. Sia quest'ultima che quella descritta dal giornalista non trovano comunque alcun fondamento storico diretto. Stranamente, negli articoli di Romersa pubblicati su "Il Corriere della Sera" tra il 1944 ed il 1945 al suo ritorno dalla Germania non c'è assolutamente traccia di tale evento.</ref>.&nbsp;Nel 1947 il divulgatore scientifico francese [http://fr.wikipedia.org/wiki/Albert_Ducrocq Albert Ducrocq] pubblicò un libro interamente dedicato all'argomento delle armi segrete tedesche<ref>Ducrocq, Albert (1947), ''Les armes secrètes allemandes''. Paris: Berger-Levrault</ref> (successivamente usato come fonte da altri autori e giornalisti, anche italiani) dove accanto ad armamenti e progetti storicamente accertati ne venivano presentati altri che appartenevano più al regno della fantasia. Lo stesso anno un giornalista argentino pubblicò un libro<ref>Szabò, Ladislas (1947). ''Hitler esta vivo''. Buenos Aires: Editorial El Tabano</ref> in cui si affermava che Hitler era scappato da&nbsp;Berlino e, con una fuga per mezzo di un&nbsp;convoglio di sottomarini di ultima generazione,&nbsp;si era rifugiato&nbsp;in Patagonia o in Antartide, portando con sè&nbsp;il meglio&nbsp;dei progetti più avanzati della tecnologia nazista.&nbsp;
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A partire dai giorni immediatemente successivi all'armistizio sul fronte europeo e fin quasi alla fine degli anni quaranta, la stampa riportò molto frequentemente le notizie relative alla scoperta di progetti tedeschi di nuove armi segrete, soprattutto missili ed aerei a reazione, di concezione assolutamente avanzata. Furono pubblicate anche notizie, sempre presentate con una certa aurea di mistero, di armi che sembravano uscite da qualche fumetto di fantascienza: bombe congelanti, gas paralizzanti, raggi della morte, aerei da 10.000 miglia all'ora, enormi satelliti artificiali dotati di specchi per bruciare il nemico, e tanto altro ancora. Tra gli altri, il giornalista italiano [http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Romersa Lugi Romersa]&nbsp;sul settimanale&nbsp;"Oggi" riferì di essere stato testimone dell'esperimento, condotto nell'ottobre 1944 sull'isola baltica di Rugen, dell'esplosione di una fantomatica "bomba disgregatrice", molto simile negli effetti ad una bomba atomica<ref>Da allora Romersa è stato citato in numerosi libri come testimone diretto dell'esistenza di una bomba atomica tedesca. Sia quest'ultima che quella descritta dal giornalista non trovano comunque alcun fondamento storico diretto. Stranamente, negli articoli di Romersa pubblicati su "Il Corriere della Sera" tra il 1944 ed il 1945 al suo ritorno dalla Germania non c'è assolutamente traccia di tale evento.</ref>.&nbsp;Nel 1947 il divulgatore scientifico francese [http://fr.wikipedia.org/wiki/Albert_Ducrocq Albert Ducrocq] pubblicò un libro interamente dedicato all'argomento delle armi segrete tedesche<ref>Ducrocq, Albert (1947), ''Les armes secrètes allemandes''. Paris: Berger-Levrault</ref> (successivamente usato come fonte primaria da altri autori e giornalisti, anche italiani) dove accanto ad armamenti e progetti storicamente accertati ne venivano presentati altri che appartenevano&nbsp;probabilmente al regno della fantasia. Lo stesso anno un giornalista argentino pubblicò un libro<ref>Szabò, Ladislas (1947). ''Hitler esta vivo''. Buenos Aires: Editorial El Tabano</ref> in cui si affermava che Hitler era scappato da&nbsp;Berlino e, con una fuga per mezzo di un&nbsp;convoglio di sottomarini di ultima generazione,&nbsp;si era rifugiato&nbsp;in Patagonia o in Antartide, portando con sè&nbsp;il meglio&nbsp;dei progetti più avanzati della tecnologia nazista.
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Fin dall'immediato dopoguerra una serie di articoli giornalistici, racconti<ref name="null">Hauser, Heinrich (1946). Agarthi. In ''Amazing Stories'' '''20(3)'''</ref> e&nbsp;fumetti propagarono l'idea che Hitler fosse ancora vivo o che, quantomeno, i suoi scienziati fossero scappati in qualche località remota, da dove stavano mettendo a punto delle armi rivoluzionarie per conquistare il mondo. Un curioso libro che toccava questo argomento fu pubblicato in Italia nel 1948. <ref name="null">Caasy, Darius (1948). ''La distruzione del mondo? Hitler prepara ...''. Roma: Edizioni Rores</ref>&nbsp;La letteratura prodotta da allora sul mito della sopravvivenza di Hitler, spesso legata ad una scienza mirabolante, è stata copiosa sia da parte di gruppi neo-nazisti, o a loro vicini, che da altre fonti. <ref name="null">McKale, Donald (1981). ''Hitler: The Survival Myth''. Stein and Day</ref>
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Il concetto complessivamente espresso era forte ed affascinante: la malvagia&nbsp;scienza nazista aveva prodotto delle meraviglie tecnologiche quasi incredibili, e forse ancora dell'altro. Ora questa tecnologia era stata catturata dagli Alleati (sopratutto gli Americani), ma anche dal nemico russo: il pericolo poteva venire da armi segrete sovietiche sviluppate sulla base di tecnologia nazista<ref name="null">Durante l'ondata del 1947, in alcuni documenti dei militari americani si parla di voci secondo cui i russi avevano già allestito una flotta di bombardieri intercontinentali a reazione, basati sul progetto Ho XVIII dei fratelli Horten.</ref>. Nel corso degli anni della guerra fredda, soprattutto fino alla fine&nbsp;degli anni cinquanta, nei&nbsp;paesi occidentali girarono molte voci relative proprio ad improbabili quanto fantastiche armi russe, di cui poi non si ebbe alcuna traccia<ref>E' molto probabile che una gran parte di tali voic fossero fatte circolare dai servizi di informazione dei paesi occidentali per alimentare la paura della potenza militare sovietica e quindi giustificare nuovi progetti.</ref>.&nbsp;
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Durante l'ondata americana di avvistamenti di dischi volanti, nel [[1947|1947]], una delle prime ipotesi fu proprio quella dell'arma segreta, amica o nemica. Alcuni militari temevano che i dischi potessero essere velivoli sovietici sviluppati sulla base di progetti nazisti, evidenziando come la forma degli oggetti visti da [[Arnold_Kenneth|Arnold]] fosse molto simile a quella del prototipo di caccia a reazione [http://en.wikipedia.org/wiki/Horten_Ho_229 Horten Ho 229]. Anche uno dei protagonisti del controverso falso di Maury Island, nel 1947, dichiarò che i dischi sarebbero stati rivoluzionari velivoli di origine tedesca.&nbsp;<ref>Kenn, Thomas (1999). ''Maury Island UFO: The Crisman Conspiracy''. IllumiNet Press</ref>&nbsp;
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Il concetto espresso da questa campagna di stampa pluriennale era forte ed affascinante: la malvagia&nbsp;scienza nazista aveva prodotto delle meraviglie tecnologiche quasi incredibili, e forse ancora dell'altro. Ora questa tecnologia era stata catturata dagli Alleati (sopratutto gli Americani), ma anche dal nemico russo: il pericolo poteva venire da mirabolanti armi segrete sovietiche sviluppate sulla base di tecnologia nazista<ref name="null">Durante l'ondata del 1947, in alcuni documenti dei militari americani si parla di voci secondo cui i russi avevano già allestito una flotta di bombardieri intercontinentali a reazione, basati sul progetto Ho XVIII dei fratelli Horten.</ref>. Nel corso degli anni della guerra fredda, soprattutto fino alla fine&nbsp;degli anni cinquanta, nei&nbsp;paesi occidentali girarono molte voci relative proprio ad improbabili quanto fantastiche armi russe, di cui poi non si ebbe alcuna traccia<ref>E' molto probabile che una gran parte di tali voic fossero fatte circolare dai servizi di informazione dei paesi occidentali per alimentare la paura della potenza militare sovietica e quindi giustificare nuovi progetti.</ref>.&nbsp;
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1947
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== Note e Fonti ==
 
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== Note e Fonti ==
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Versione del 12:20, 19 set 2008


[IN FASE DI STESURA]


Cosa sono

Per "UFO nazisti" si intendono i presunti progetti e velivoli a forma discoidale che sarebbero stati realizzati dai tedeschi sul finire della seconda guerra mondiale e, stando ad ulteriori, più recenti leggende, sviluppati al punto da diventare vere e proprie astronavi interplanetarie ed addirittura interstellari.

Le storie relative a tali argomenti si dividono in due filoni principali ed abbastanza diversi tra di loro, uno nato nel 1950, l'altro intorno ai primi anni ottanta del secolo ventesimo. In ogni caso non esiste alcun documentato fondamento storico, ma solo dichiarazioni di pretesi inventori (per il primo filone) e bizzarre elucubrazioni (per il secondo).



Le Origini del Mito

Negli ultimi anni della seconda guerra mondiale i servizi segreti alleati ricevettero una grande quantità di segnalazioni frammentarie, per lo più delle voci, relative a nuove e fantastiche armi in corso di sviluppo da parte dei tedeschi. Una parte di esse si riferivano al reale sviluppo delle V-1 e V-2 o di altri sistemi d'arma, ma molte altre parlavano di fantastici armamenti che spesso sconfinavano nell'immaginario (missili giganteschi, bombe distruttrici di vario tipo, raggi della morte, ecc ...) e di cui non si ebbe poi alcuna traccia storica nei documenti conosciuti catturati alla fine delle ostilità.

A partire dai giorni immediatemente successivi all'armistizio sul fronte europeo e fin quasi alla fine degli anni quaranta, la stampa riportò molto frequentemente le notizie relative alla scoperta di progetti tedeschi di nuove armi segrete, soprattutto missili ed aerei a reazione, di concezione assolutamente avanzata. Furono pubblicate anche notizie, sempre presentate con una certa aurea di mistero, di armi che sembravano uscite da qualche fumetto di fantascienza: bombe congelanti, gas paralizzanti, raggi della morte, aerei da 10.000 miglia all'ora, enormi satelliti artificiali dotati di specchi per bruciare il nemico, e tanto altro ancora. Tra gli altri, il giornalista italiano Lugi Romersa sul settimanale "Oggi" riferì di essere stato testimone dell'esperimento, condotto nell'ottobre 1944 sull'isola baltica di Rugen, dell'esplosione di una fantomatica "bomba disgregatrice", molto simile negli effetti ad una bomba atomica[1]. Nel 1947 il divulgatore scientifico francese Albert Ducrocq pubblicò un libro interamente dedicato all'argomento delle armi segrete tedesche[2] (successivamente usato come fonte primaria da altri autori e giornalisti, anche italiani) dove accanto ad armamenti e progetti storicamente accertati ne venivano presentati altri che appartenevano probabilmente al regno della fantasia. Lo stesso anno un giornalista argentino pubblicò un libro[3] in cui si affermava che Hitler era scappato da Berlino e, con una fuga per mezzo di un convoglio di sottomarini di ultima generazione, si era rifugiato in Patagonia o in Antartide, portando con sè il meglio dei progetti più avanzati della tecnologia nazista.

Fin dall'immediato dopoguerra una serie di articoli giornalistici, racconti[4] e fumetti propagarono l'idea che Hitler fosse ancora vivo o che, quantomeno, i suoi scienziati fossero scappati in qualche località remota, da dove stavano mettendo a punto delle armi rivoluzionarie per conquistare il mondo. Un curioso libro che toccava questo argomento fu pubblicato in Italia nel 1948. [4] La letteratura prodotta da allora sul mito della sopravvivenza di Hitler, spesso legata ad una scienza mirabolante, è stata copiosa sia da parte di gruppi neo-nazisti, o a loro vicini, che da altre fonti. [4]

Il concetto complessivamente espresso era forte ed affascinante: la malvagia scienza nazista aveva prodotto delle meraviglie tecnologiche quasi incredibili, e forse ancora dell'altro. Ora questa tecnologia era stata catturata dagli Alleati (sopratutto gli Americani), ma anche dal nemico russo: il pericolo poteva venire da armi segrete sovietiche sviluppate sulla base di tecnologia nazista[4]. Nel corso degli anni della guerra fredda, soprattutto fino alla fine degli anni cinquanta, nei paesi occidentali girarono molte voci relative proprio ad improbabili quanto fantastiche armi russe, di cui poi non si ebbe alcuna traccia[5]

Durante l'ondata americana di avvistamenti di dischi volanti, nel 1947, una delle prime ipotesi fu proprio quella dell'arma segreta, amica o nemica. Alcuni militari temevano che i dischi potessero essere velivoli sovietici sviluppati sulla base di progetti nazisti, evidenziando come la forma degli oggetti visti da Arnold fosse molto simile a quella del prototipo di caccia a reazione Horten Ho 229. Anche uno dei protagonisti del controverso falso di Maury Island, nel 1947, dichiarò che i dischi sarebbero stati rivoluzionari velivoli di origine tedesca. [6] 


1947


Note e Fonti

  1. Da allora Romersa è stato citato in numerosi libri come testimone diretto dell'esistenza di una bomba atomica tedesca. Sia quest'ultima che quella descritta dal giornalista non trovano comunque alcun fondamento storico diretto. Stranamente, negli articoli di Romersa pubblicati su "Il Corriere della Sera" tra il 1944 ed il 1945 al suo ritorno dalla Germania non c'è assolutamente traccia di tale evento.
  2. Ducrocq, Albert (1947), Les armes secrètes allemandes. Paris: Berger-Levrault
  3. Szabò, Ladislas (1947). Hitler esta vivo. Buenos Aires: Editorial El Tabano
  4. 4,0 4,1 4,2 4,3 Hauser, Heinrich (1946). Agarthi. In Amazing Stories 20(3)
  5. E' molto probabile che una gran parte di tali voic fossero fatte circolare dai servizi di informazione dei paesi occidentali per alimentare la paura della potenza militare sovietica e quindi giustificare nuovi progetti.
  6. Kenn, Thomas (1999). Maury Island UFO: The Crisman Conspiracy. IllumiNet Press
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