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USOCAT

Da WikiUFO.

Indice

Definizione ed ambito di studio 

Il progetto USOCAT, nato nel marzo del 1995 su iniziativa dell'ufologo senese Marco Bianchini è un progetto di ricerca del Centro Italiano Studi Ufologici

Scopo principale è la raccolta di tutte le segnalazioni inerenti le osservazioni di U.S.O.(oggetti sommersi non identificati) nei mari, fiumi e laghi italiani.

I casi sono stati classificati in quattro diverse categorie:

A - Oggetti e luci completamente sommersi durante tutto l’avvistamento (USO in senso stretto).
B - Oggetti che entrano in acqua, sia che essi precipitino sia che si immergano dopo aver effettuato delle evoluzioni, sia che si immergano e poi riemergano per scomparire nel cielo.
C - Oggetti che escono dall'acqua.
D - Oggetti in navigazione o fermi sul pelo dell'acqua.

Dall'USOCAT sono escluse tutte le segnalazioni di oggetti e luci anteriori al 1° gennaio del 1900, di competenza del progetto del CISU Preufocat.

Non vi sono inseriti nemmeno i casi in cui si siano osservate solo colonne d’acqua, anomalie del moto ondoso o bolle sottomarine senza che vi siano avvistamenti di luci od oggetti.

Esclusi dal catalogo sono altresì le storie riguardanti avvistamenti di mostri marini, di "serpenti" e quant’altro, poiché tali episodi rientrano nell’ambito della cosiddetta criptozoologia, disciplina presa in esame dal progetto FORTCAT.

Sono esclusi infine i fenomeni rilevanti soltanto via radar o sonar, senza un'osservazione visiva del fenomeno.

Al 22 settembre 2008 comprende 285 casi, per il 50% dei quali è disponibile una traduzione professionale in inglese. Sono stati comunque catalogati 64 casi di osservazioni di "sottomarini fantasma", di "navi fantasma" e di ritrovamenti di materiale militare in mare.

Le fonti

La maggior parte delle fonti relative agli avvistamenti di U.S.O. proviene dalla stampa e, tranne rarissime eccezioni, non esistono inchieste dirette su queste osservazioni. La qualità informativa posseduta dai casi è quindi bassa o addirittura pessima.

Non esistono testi specialistici sugli U.S.O. Anche lo storico libro di Ivan T. Sanderson[1] e qualche scritto di John Keel non catalogano gli avvistamenti né enunciano classificazioni, limitandosi a proporre solo ipotesi circa forme di vita sconosciute sotto il mare. 

Un volumetto italiano dedicato all'argomento [2] è, in realtà, solo un collage di estratti da libri precedenti. Esso comprende capitoli sul mito del cosiddetto "Triangolo delle Bermuda", leggende circa "basi aliene" sotto i mari e ben poca casistica: non arrivano neppure a 30 i casi italiani presentati.

Solo natura di aneddoto presentanole storie circa misteriose "basi sottomarine" al largo delle coste italiane o sul fondo di certi laghi: esse si fondano soltanto su "voci" nate in gruppi filo-contattisti o dalla stampa generale, in occasione di ondate di avvistamenti. Appaiono prive di qualsiasi riscontro documentario. Tra  queste leggende, una speciale popolarità rivestono quelle delle "basi" al largo delle coste abruzzesi o nei laghi di Como e di Trasimeno.

L'ondata dell'Adriatico nel 1978

Nell'autunno del 1978, prima e durante la maggior ondata di avvistamenti UFO mai verificatasi in Italia, al largo delle coste marchigiane ed abruzzesi, in specie di quelle della provincia di Macerata e di Ascoli Piceno,  furono segnalati da parte dei pescatori della zona diverse decine di strani fenomeni.

Tra di essi l'osservazione diretta di strane "luci" e di "oggetti" sopra e sotto la superficie marina, di numerose "colonne d'acqua" che s'innalzavano di colpo dal mare ed una lunga serie di rilevamenti radar anomali.

Secondo Bianchini la maggior parte degli avvistamenti di quel periodo non fu il frutto di fenomeni osservati davvero o di anomalie sottomarine (sacche di gas, presenza di giacimenti di metano, terremoti), bensì sarebbe da ricondurre alle tensioni sociali interne ai rapporti che in quel periodo intercorrevano fra le cooperativa di pesca di quelle zone e le autorità pubbliche deputate al controllo di dette attività economiche.



Possibili spiegazioni

Malgrado la cattiva qualità delle fonti, Bianchini ritiene che in un certo numero di eventi le cause convenzionali che ne spiegherebbero gran parte siano le seguenti:

  • casi di categorie A - in linea di massima sarebbero spiegabili con fenomeni biologici come la presenza di cetacei, o di pesci o con manufatti quali sottomarini, siluri, sonar rimorchiati, Remoted Operated Vehicles (R.O.V.) d'impiego industriale e militare in navigazione appena sotto il pelo dell'acqua o con l'attività di subacquei.
  • casi di categoria B - Gli oggetti che entrano in acqua possono afferire ad una vastissima gamma di cause, ma esempi tipici rinvenibili in un buon numero di episodi sono rientri nell'atmosfera di meteore naturali o di frammenti di satelliti, cadute di palloni sonda o di parti di essi, paracadute, aerei, ecc.
  • casi di categoria C - Questo gruppo presenterebbe maggiori difficoltà di spiegazione. Gli oggetti che possono uscire dall'acqua sono soltanto duei cioè missili lanciati da unità navali in immersione o razzi di segnalazione. Quest’ultimi in realtà sono lanciati dalla superficie marina, anche se in lontananza l'effetto ottico che possono ingenerare negli osserrvatori è quello della fuoriuscita dall'acqua.
  • casi di categoria D - Sono riconducibili ad osservazioni di cetacei o di grossi pesci che nuotano in superficie, come fanno le balene quando respirano, e da natanti di ogni genere, da scogli o da qualsiasi altro oggetto alla deriva (tronchi, alghe, pezzi di plastica, ecc.) non riconosciuti dai testimoni.



Aerei misteriosi precipitati?

Un curioso fenomeno, significativo sul piano quantitativo, è quello dei falsi allarmi relativi ad "aerei" che sarebbero stati visti precipitare in mare. 

Spesso queste storie presentano lo stesso filo conduttore: la presenza di un piccolo aereo da turismo che pare in difficoltà, che presenta una scia di fumo dalla parte posteriore e che dopo un picchiata è visto immergersi in mare.

Si tratta di un fenomeno non concentrato in un particolare arco temporale, anche se gli anni tra il 1990 ed il 1999 ne sono stati particolarmente ricchi. Quasi sempre queste segnalazioni inducono i testimoni a riferire alle pubbliche autorità quanto visto, facendo scattare operazioni di ricerca e di soccorso che possono coinvolgere un gran numero di mezzi aereonavali della Guardia Costiera, della Marina Militare e delle Capitanerie di Porto competenti. Dal punto di vista dello studioso è di speciale interesse lo studio delle procedure impiegate da queste autorità nel caso della riferita caduta in mare di un oggetto volante non identificato.

Va tuttavia precisato che non vi sono casi noti in cui dette operazioni abbiano dato esito positivo. Bianchini conclude che la maggior parte di queste segnalazioni può essere spiegata con errori di percezione o con vari tipi di equivoci, inclusi, negli anni più recenti, malfuzionamenti di sistemi GPS e di vari tipi di rilevatori satellitari che sorvegliano il traffico aeronavale. In questi casi gli allarmi per le supposte cadute non comportano osservazioni visive da parte dei testimoni ma soltanto rilevazioni di tipo strumentale.



Fonti e pubblicazioni

  1. Sanderson, Ivan T. (1970). Invisible residents. New York: The World Publishing Company
  2. Pinotti, Roberto (2003). Oggetti Sommersi Non Identificati. Firenze:Olimpia


Bianchini, Marco (2003). USOCAT. Torino: UPIAR

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