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Valutazione Ballester Olmos

Da WikiUFO.

Indice

Sistema di valutazione delle testimonianze Ballester Olmos

Il sistema di valutazione delle testimonianze ufologiche Ballester Olmos  è stato ideato dall'ufologo spagnolo da cui prende il nome in varie fasi comprese fra il 1981 ed il 1987. Con Ballester Olmos lavorò anche un altro ufologo d'orientamento scientifico: Miguel Guasp.

Struttura generale

Insieme al sistema di valutazione Figuet, il sistema Ballester Olmos va annoverato fra quelli ad elevata complessità e di maggior difficoltà d'applicazione[1][2] rispetto al sistema di valutazione Vallee ed al diagramma S-P di Hynek.

E' composto di quattro indici, noti come Q\boldsymbol{\Sigma}\boldsymbol{\pi}più un coefficiente globale\boldsymbol{\Delta}, cui fu poi aggiunto un quinto indice detto S . 

Qualità dell'informazione (Q)

Il primo degli indici del sistema di valutazione Ballester Olmos è quello relativo alla qualità dell'informazione che un caso possiede.

Indicato con Q, è l'espressione numerica che indica quale validità un rapporto UFO presenta per l'analista sulla base dell'insieme dei dati disponibili su di esso. E' una media della quantità di dettagli utili che il rapporto presenta e può essere compreso da 0 ed 1. Naturalmente la qualità dell'informazione sarà migliore maggiore sarà Q.

La "fonte del caso" potrà assumere i seguenti pesi in funzione della sua composizione:


Inchiesta diretta, condotta in presenza del testimone:

  • Se fatta sul luogo dell'avvistamento:

- per durate > 2 ore = 1,0

- per durate < due ore = 0,9


  • Se fatta come intervista in luogo diverso da quello dell'avvistamento:

- per durate > 1 ora = 0,9

- per durate < 1 ora = 0,8


  • Se condotta per telefono:

- se di durata > mezz'ora = 0,7

- se di durata < mezz'ora = 0,6


Inchiesta indiretta:

  • Questionario + approfondimenti di esso:

- se si tratta di approfondimenti ampi = 0,7

- se si tratta di approfondimenti brevi = 0,6


  • Lettera con approfondimenti di essa:

- se si tratta di approfondimenti ampi = 0,6

- se si tratta di approfondimenti brevi = 0,5


Altri tipi di fonti:

  • Questionario = 0,6
  • Lettera o relazione:

- se > 1 pagina = 0,4

- se < 1 pagina = 0,3

  • Fonti di stampa:

- se > 500 parole = 0,2

- se < 500 parole = 0,1

  • Notizie radio-televisione = 0,1
  • Notizie da familiari del testimone = 0,1
  • Fonti orali, voci incontrollate, fonti sconosciute = 0,0

Se le inchieste dirette o indirette saranno state realizzate entro quindici anni dall'osservazione, o se il testimone aveva meno di dieci anni al momento del fatto, il valore di Q andrà moltiplicato per 0,5

Si noti che, per tutti i casi, essendo stato pensato in tempi precedenti lo sviluppo della telematica, l'indice di qualità dell'informazione non considera in alcun modo le indagini condotte in tutto o in parte tramite contatti per posta elettronica o simili.

Stranezza (\boldsymbol{\Sigma})

Ballester indica come stranezza di un rapporto UFO la quantità di elementi o d'indizi che lo rendono un evento non riconducibile a cause convenzionali.

Ad avviso dello studioso spagnolo e del suo collega Guasp, il fatto che indici di stranezza come quelli del diagramma S-P ordinino i valori dal più semplice al più complesso rendono questo indice una semplice media della complessità del caso, non del suo tenore di anomalia.

Ritenendo che solo alcuni dei dettagli di un'osservazione siano utili per definirne la stranezza, i due offrono una scala additiva che comprende:

  • aspetto anomalo del fenomeno (dettagli descrittivi);
  • caratteristiche anomale del moto (velocità orizzontali o rateo di salita insolito, accelerazioni insolite, traiettorie complesse, movimenti "a foglia morta", ecc.);
  • presenza di incongruenze fisiche e spaziali (comparse e scomparse sul posto, fusione di più fenomeni in uno solo, ecc.);
  • osservazioni strumentali (radar, telescopi, teodoliti, foto, filmati su pellicola o digitali, ecc.);
  • incontro ravvicinato (osservazione a meno di 150 m);
  • presenza di entità associate all'UFO;
  • presenza di tracce o di effetti associati alla presenza del'UFO (cosiddetti elettromagnetici, sui testimoni, ecc.).

I sette fattori potranno assumere soltanto valori 0 o 1 a secondo della positività o meno di essi. Secondo Ballester e Guasp l'indice di stranezza è dunque definibile come:

\boldsymbol{\Sigma} = \frac{n}{7}  [1]

dove n è il numero di fattori = 1 del rapporto. L'indice potrà allora variare fra 0 ed 1.

Attendibilità (\boldsymbol{\pi})

Circa l'attendibilità della testimonianza, dopo un'ampia analisi di vari criteri pensati in precedenza Da Hynek, da Saunders, dall'argentino R. Banchs, da Olsen e dal loro connazionale A. Adell, Ballester e Guasp si pongono in modo esplicito da un punto di vista che cerca di conciliare "l'esaustivo ed il sofisticato con il pratico e l'utile", e per questo enunciano una serie limitata di parametri che a loro avviso ricorrono sempre nei resoconti. In sostanza, per i due studiosi è inutile offrire un elenco di decine di parametri la metà dei quali, magari, nella realtà effettuale ricorre di rado o quasi mai nei rapporti d'indagine.

Nel sistema offerto dai due si misura in sostanza la testimonianza dell'individuo. La domanda che i due intendono porsi è se il testimone riunisce, e se sì, fino a che punto, delle condizioni che spingono a "credere" a quanto riferisce.

Per farlo, ritengono di poter sintetizzare il processo in sei parametri che ordinano secondo un livello di priorità decrescente in proporzione percentuale.

    (n)         Elementi costitutivi dell'attendibilità (E)                   Valori relativi (i)

  1.      Numero di testimoni                                                     0,25
  2.      Occupazione dei testimoni                                           0,20
  3.      Rapporti fra testimoni                                                   0,15
  4.      Relazione spaziale fra testimoni                                    0,15
  5.      Attività svolta al momento dell'osservazione                    0,10
  6.      Età dei testimoni                                                         0,10

 Totale                                                                                      1,00


La formula dell'indice di credibilità sarà allora:

\pi = \sum_{n=1}^{n=6} \Big[ E_n \times i_n \Big]  [2]


I valori che ognuno dei sei n può assumere sono questi:

  • E1: numero totale dei testimoni. Il peso cresce con il numero dei testimoni dei quali siano note le generalità complete, secondo questi valori:

0,0 - teste sconosciuto

0,3 - uno

0,5 - due

0,7 - da tre a cinque

0,9 - da sei a dieci

1,0 - più di dieci.


  • E2: occupazione dei testimoni (per indicare il loro livello di responsabilità sociale):

0,0 - non specificata

0,3 - studente sino alle medie superiori

0,5 - operai, contadini, casalinghe/i.

0,6 - studenti universitari

0,7 - commercianti, industriali, impiegati ed artisti

0,9 - tecnici specializzati, poliziotti, piloti

1,0 - ricercatori universitati e di altre istituzioni, militari con specializzazioni tecnico-scientifiche


  • E3: rapporti fra testimoni (dovrebbe segnalare la propensione a creare delle mistificazioni di gruppo sulla base dei rapporti interni ad esso):

0,0 - sconosciuti

0,4 - rapporti amicali

0,6 - rapporti parentali

0,8 - rapporti professionali di lavoro

1,0 - nessun rapporto


  • E4: relazioni spaziali fra testimoni (con più di due osservatori. Serve a misurare la fiducia nella descrizione dell'evento):

0,0 - sconosciute

0,5 - nello stesso punto, cioè "insieme"

1,0 - indipendenti, cioè separati fra loro


  • E5: attività svolta al momento dell'osservazione (misura la possibilità che sia stata inscenata una frode):

0,0 - non specificata

0,3 - attività ricreativa (passeggiata, escursioni, riposo, caccia e pesca, sport, turismo, attività ludiche, ecc.)

0,6 - viaggi e spostamenti (con qualsiasi mezzo)

0,8 - attività culturale o intellettuale

1,0 - attività lavorativa (al lavoro o recandosi o rientrando dall'attività di lavoro)


  • E6: età dei testimoni (ad indicare il grado di maturità degli stessi e la capacità di articolare verbalmente la testimonianza):

0,0 - sconosciuta

0,2 - minore di 10 anni o maggiore di 75

0,4 - fra 10 e 17 anni

0,6 - fra 18 e 34 anni

0,8 - fra 65 e 74 anni

1,0 - fra 35 e 64 anni

In concreto, i valori di credibilità saranno compresi fra 0 ed 1.

Ballester e Guasp li raggruppano come segue:

fino a 0,4: bassa credibilità. Fiducia insufficiente nella testimonianza

da 0,5 a 0,6: normale crediiblità. Il testimone merita fiducia ed è persona normalmente attendibile

da 0,7 a 1,0: credibilità eccellente.

Indice di certezza (\boldsymbol{\Delta})

Questo "coefficiente di certezza finale" dovrebbe essere in grado di assegnare un valore complessivo al caso in esame.

Esso è espresso dalla formula:

Δ = (QΣ x  π)    [3]

ossia dal prodotto dei tre indici già esaminati. Il valore sarà espresso in percentuale, ed è evidente che se uno solo dei valori sarà pari a zero la valutazione finale sarà del tutto negativa. Se uno dei pilastri della struttura non regge, per Ballester sarà inutile esaminare gli altri.

Ad esempio, un caso con indice di stranezza molto alto potrebbe esser descritto da un uomo ricoverato in un reparto psichiatrico di un ospedale, oppure un caso con due degli indici alti potrebbe provenire da un racconto di terza mano, e così via.

L'applicazione di ai cataloghi casistici consisterà nel semplica calcolo della media aritmetica del campione. Ad esempio, Ballester e Guasp lo usarono nel 1981 per i casi di atterraggio raccolti sino ad allora per la penisola iberica, ottenendo un valore del 13,2% per il campione precedente l'anno 1968 ed uno del 17,4% per gli anni 1968-1980, a significare il netto miglioramento della qualità delle informazioni disponibili per gli anni più recenti.

Indice di soggettività (S)

Nel 1987 Ballester Olmos ha proposto d'integrare il suo sistema con un indice di soggettività volto a quantificare la componente soggettiva di un testimone che riferisce un avvistamento[3]

A questo fine sono stati enunciati quattro differenti criteri.

  • Criterio I (CI) - Indica il livello di coerenza della testimonianza. Esso implica che non vi siano incongruenza interne ed esterne o disaccordo nei dati relativi a quanto osservato. Non devo inoltre esserci versioni diverse di quanto osservato che siano state fornire ad altri inquirenti. I fattori che lo compongono sono pesati (W) come segue:

Coerenza interna della testimonianza W = 1

Mancanza di coerenza                      W = 0

Unica versione di quanto osservato     W = 1

Versioni diverse                                W = 0


  • Criterio II (CII) - Indica personalità e comportamento del testimone in rapporto all'evento. Comporta la valutazione di una precedente notorietà del testimone dal punto di vista ufologico, la presenza di interessi economici o pubblicitari, d'inclinazioni particolari verso gli UFO o la cultura del paranormale e l'esistenza di avvistamenti riferiti in precedenza. I fattori sono così pesati (W):

Notorietà precedente                        W = 0

Mancanza di precedenti                    W = 1

Sfruttamento dell'episodio                 W = 0

Mancanza di sfruttamento                 W = 0

Rapporti col paranormale                   W = 0

Mancanza di rapporti col paranormale W = 1

Altre esperienze insolite                    W = 0

Nessun'altra esperienza insolita         W = 1


  • Criterio III (CIII) - Indica quale impatto l'episodio ufologico ha avuto sul sistema di convinzioni del testimone. Secondo Ballester Olmos l'esperienza potrebbe tramutarsi in un meccanismo di rinforzo (in senso positivo o negativo) delle credenze del testimone sugli UFO e sulla loro natura. Peso dei fattori (W):

Rinforzo delle credenze ufologiche                                W = 0

Assenza, mantenimento o cambiamento delle credenze W = 1 


  • Criterio IV (CIV) - concerne l'analisi psicologica e fisiologica del testimone. Comprende la valutazione di patologie neurologiche o psichiatriche pregresse o in atto, disturbi della memoria e della percezione, ecc., la presenza di un ambiente familiare a rischio, tensioni lavorative o emotive in atto, uso di stupefacenti e di qualsiasi sostanza psicotropa. Peso dei fattori (W):

Presenza di disturbi mentali             W = 0

Mancanza di disturbi mentali            W = 1

Stress elevati                                  W = 0

Mancanza di stress                         W = 1

Storia medica peculiare                    W = 0

Mancanza di storia medica peculiare W = 1


I valori massimi (M) e minimi (m) attingibili sono dunque:

      CI    CII   CIII   CIV      Totale

M    2     4      1      3          10

m    0     0      0      0           0


Ballester introduce anche una valutazione intrinseca (v) diseguale per i quattro set di criteri, ossia:

       vi    

CI    40% 

CII   20%

CIII  10%

CIV  30%

In altri termini, i quattro set di criteri secondo l'Autore implicano pesi specifici diversi nella misurazione della soggettività della testimonianza. 


  • Formula dell'indice di soggettività (S):

 

 S = 1 - \left [ \sum_{i=1}^{iv}\frac{P_i - m_i}{M_i - m_i} v_i 
\right ]      [4]

 

dove I, II, III e IV sono i quattro criteri, Med msono i valori massimi e minimi possibili per criterio, Pè il peso totale per criterio e vè la valutazione percentuale applicabile ad ognuno dei criteri. 

Una forma semplificata della [2] è: 

S = 1 - \Big( 0.2P_I + 0.05P_{II} + 0.1P_{III} + 0.1P_{IV} \Big)      [5]

Da essa si può concludere che l'indice di soggettività testimoniale è pari alla somma dei diversi pesi relativi dei criteri usati, aggiustati attraverso alcuni coefficienti. Maggiore S, maggiore la soggettività dell'informazione. 

Gli indici otttenuti variano da 0 a 1, ossia dallo 0% al 100%. Secondo Ballester Olmos devono essere considerate come:

  • obiettive le testimonianze con indice <10%, ossia quelle a "bassa soggettività";
  • ragionevoli, malgrado i dubbi sul testimone, quelle con indici compresi fra il 10 ed il 30%;
  • incerte e dubbie quelle con indici fra il 30% ed il 50%. Esse fanno dubitare in modo serio che quanto descritto corrisponda a realtà oggettiva,
  • da respingere per mancanza di fiducia nella loro validità quelle con indici >50%.


Fonti

  1. Ballester Olmos, Vicente-Juan & Guasp, Miguel (1981). Los OVNIs y la Ciencia. Barcellona: Plaza & Janes. 129-149
  2. Ballester Olmos, Vicente-Juan & Guasp, Miguel (1981). Standards in the Evaluation of UFO Reports. CUFOS Scientific Conference. Chicago, Illinois, 25-27 September 1981
  3. Ballester Olmos, Vicente-Juan (1987). Investigating the UFO. In: Evans, Hilary & Spencer, John. UFOs 1947-1987. The 40-Years Search for an Explanation. Londra: Fortean Tomes. 175-181
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