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Astronomi, astrofili ed UFO

Da WikiUFO.

Indice

Introduzione

Malgrado la sua rilevanza possa apparire evidente, solo di rado il rapporto conflittuale ma intenso che da sempre intercorre fra gli studiosi professionisti ed amatoriali della scienza astronomica ed i fenomeni UFO è stato esplorato in maniera sistematica.

Ciò appare paradossale: da un lato, infatti, è possibile sostenere che non esistono gruppi sociali più irridenti nei confronti dei fenomeni UFO degli astronomi e degli astrofili. Spesso è proprio a queste categorie che l'opinione pubblica ha fatto ricorso, soprattutto nei primi della storia ufologica contemporanea, quando c'era da esprimere un parere sul fenomeno in generale e su qualche avvistamento in particolare. Dopo una breve fase di prudenza, già intorno al 1952 la comunità astronomica aveva assunto posizioni di rigetto pressoché totale per la questione. Dalla tarda primavera di quell'anno, anzi, un astronomo americano assai noto, Donald H. Menzel, che pure tre anni prima era stato testimone lui stesso di un fenomeno aereo insolito, assunse le vesti di portavoce semi-ufficiale dello scetticismo radicale sugli UFO e conservò questo ruolo sino alla fine degli anni '60, quando si fece avanti una seconda generazione di scettici di diversa estrazione.

Eppure, fu proprio un suo collega, l'astrofisico J. Allen Hynek che in specie negli anni '70 fu quasi sinonimo d'interesse, di apertura e di attenzione per le testimonianze ad alta qualità e per la possibile evidenza di un fenomeno nuovo per la scienza che a suo avviso esse costituivano. 

Il mito dell'astronomo non testimone


Le affermazioni che in sostanza negano che gli appartenenti alle categorie degli astronomi e degli astrofili vedano “cose strane nel cielo” sono rinvenibili lungo tutto l'arco temporale che parte dal 1946. Spesso sono state fatte da esponenti della stessa comunità astronomica internazionale.

Una raccolta sistematica di esse e delle affermazioni perentorie, negatrici di qualsivoglia rilievo oggettivo del fenomeno UFO potrebbe costituire già da solo un case study per i sociologi della scienza. Qui si presentano soltanto degli esempi recenti relavi a ciò che l'evidenza disponibile deve far definire quale "mito dell'astronomo non testimone". 


  • Nel maggio del 2002 l’astronomo californiano Philip Plait pubblicò su Internet un articolo nel quale scriveva che gli astrofili non vedono niente d'insolito:

Affermo che gli astrofili osservano il cielo più di chiunque altro, eppure non segnalano mai degli UFO [].

Si noti che il “mai” è diventato in tempi più recenti un più prudente “molto di rado”.


  • In sua dichiarazione del 2007 l’astronomo finlandese Hannu Vuori ha sostenuto che astronomi ed astrofili non hanno mai fotografato o registrato “cose strane” con i loro strumenti:

Nel mondo ci sono migliaia di astronomi professionisti e centinaia di migliaia di astrofili. Nessuno di loro ha mai presentato una fotografia o un filmato che mostri un UFO da sottoporre ad un serio esame. Nessuno strumento astronomico… ha mai registrato un fenomeno del quale potesse essere provato il legame con gli UFO[].


  • Verso la fine del 2006 l’Unione Astrofili Italiani, in una rubrica tenuta dalla stessa UAI sul servizio Televideo della RAI ha espresso il parere che gli avvistamenti non avvengano mai negli osservatori:

Talvolta si sente parlare di UFO e alieni… Gli avvistamenti non avvengono mai negli osservatori dove professionisti scrutano il cielo continuamente con strumenti potenti[1]


  • Un divulgatore scozzese, Paul Barnett, scrivendo sotto lo pseudonimo John Grant, nel 2006 ha affermato che gli astrofili segnalano “pochissimo” di aver visto fenomeni aerei non idenfificati:

Un fenomeno curioso… è che pochissime segnalazioni UFO arrivano dagli astrofili. Nella maggior parte dei paesi avanzati gli astrofili passano più ore/uomo a scrutare il cielo notturno di tutti gli altri messi insieme, così che ci si dovrebbe attendere che la maggior parte delle segnalazioni UFO debba arrivare da questa frazione... di popolazione. In realtà è vero l'esatto opposto[2].

Queste affermazioni contrastano in modo stridente con l'evidenza empirica.

I sondaggi storici su astronomi ed astrofili

In realtà, il fatto che astronomi ed astrofili vedono in cielo cose che non sono sempre facili da spiegare fu chiarito in modo sistematico da due grandi sondaggi condotti negli Stati Uniti. Questi sondaggi produssero dei risultati sorprendenti ed in parte inattesi anche fra quelli che li avevano pensati.

  • Già agli inizi dell'estate del 1952, comunque, J. Allen Hynek, che allora era consulente dell’Aeronautica americana per lo studio di questi fenomeni, condusse un’analisi del tutto empirica e riservata fra un numero modesto di astronomi professionisti degli Stati Uniti. Ottenne ascolto da 44 scienziati: 5 ammisero di aver avuto esperienze osservative. Non si trattava di un campione significativo, certo, però 5 su 44 assommano ad una percentuale pari a circa l’11%[3].

Fonti e note

  1. Noi e il cielo, a cura dell’UAI, Televideo RAI, pagina 575/2, rilevata il 2 dicembre 2006
  2. Grant, John (2006). Discarded Science. Ideas that seemed good at the time. Facts, Figures & Fun
  3. Hynek, J. Allen (1952). Special Report on Conferences on Unidentified Aerial Objects To Air Technical Intelligence Center - Wright Patterson Air Force Base, August 6, 1952. In: Steiger, Brad (a cura di) (1976). Project Blue Book. New York: Ballantine Books. 268-285
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