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Incontri Ravvicinati

Da WikiUFO.

Versione del 07:15, 1 apr 2009, autore: Mauverga (discussione | contributi)
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Indice

Definizioni

Le Tipologie

I primissimi Incontri Ravvicinati 

Incontri a distanza ravvicinata con velivoli inusuali sono stati segnalati durante le ondate americane di aeronavi del 1896 e 1897 e, in misura minore, durante quella britannica del 1909, spesso coinvolgenti l'osservazione di entità animate. Si tratta di eventi spesso bizzarri e comunque molto diversi dai "moderni" incontri ravvicinati del terzo tipo quanto a descrizione e caratteristiche, anche se la loro dinamica presenta invece numerose analogie. I casi americani, spesso al limite della pura fantasia e del folclore, sono per la stragrande parte considerati falsi.

I casi emersi dopo il 1947, ma riferiti come avvenuti negli anni anni precedenti, sono da considerarsi con una cautela direttamente proporzionale al tempo trascorso dalle prime notizie sui dischi volanti. La letteratura ne è relativamente ricca, ma l'affidabilità e la qualità informativa di tali racconti sono tali da ritenerli come delle semplici curiosità, mentre una parte non trascurabile sono falsi oppure ricostruzioni mnemoniche influenzate da conoscenze recenti.

Sebbene l'ondata americana del 1947 sia stata caratterizzata da osservazioni di oggetti a quote più o meno elevate, il controllo dei quotidiani dell'epoca ha permesso di trovare un piccolo numero di incontri ravvicinati. Eccetto un caso particolare (Twin Falls), poi rivelatosi un falso, quasi tutti gli eventi sono a livello di "voce". I due o tre incontri del terzo tipo di quell'ondata riferirono l'osservazione di un "pilota" all'interno di un disco volante.

Il primo vero e proprio incontro ravvicinato del terzo tipo contemporaneo alle proprie fonti sembra essere quello avvenuto il 23 luglio 1947 nella zona di Bauru, in Brasile. Un geologo di nome Josè Higgins vide, insieme ad alcuni collaboratori che subito scapparono, atterrare un oggetto discoidale a poca distanza da lui. Da esso uscirono tre strani esseri con tuta e caso trasparenti, ed alti più di due metri. Successivamente invitarono Higgins a salire con loro sull'oggetto, ma l'uomo, spaventato, scappò tra gli alberi. Da lì potè vedere, dopo mezz'ora gli esseri rientrare nel velivolo e ripartire. Le fonti originali del caso sono state rintracciate solo nel 2008. La prima è il "Diario da Tarde" del 5 agosto 1947, trovato dall'ufologo brasiliano Carlos Alberto Machado, mentre il quotidiano "A Noite" di San Paolo lo presentò addirittura in prima pagina con un titolo a caratteri giganteschi: "Marcianos descem no Parana!".

Questo caso, vero progenitore e prototipo degli incontri ravvicinati che avrebbero cominciato a diffondersi, lentamente, a partire dal 1950 e poi a diventare sempre più frequenti e complessi nei successivi tre decenni, è ritenuto dalla maggior parte degli esperti come un probabile falso giornalistico, forse il prodotto della combinazione delle recenti storie americane sui dischi volanti con qualche tema di visite extraterrestri da tempo presente nella letteratura fantascientifica.

A partire dal 1950 gli organi di informazione riportano con una frequenza sempre maggiore le notizie di atterraggi di dischi volanti o, addirittura, l'incontro con i relativi "piloti", anche se questi casi rimangono ancora piuttosto rari. La diffusione popolare, a partire dal dicembre 1949, dell'idea che i dischi sono astronavi extratterrestri aiuta a rendere plausibili queste storie: comunque, l'osservazione diretta dei "marziani" viene considerata ancora più ridicola degli stessi dischi volanti, tanto che gli appassionati di ufologia guarderanno con sospetto, per molti anni, questi racconti. Nel 1952 un maggiore numero di casi trova diffusione sui mezzi di informazione, alcuni a livello internazionale, come l'incontro del tedesco Oscar Linke (tra l'altro intervistato in quello che probabilmente è il primo documentario dedicato ai dischi volanti, "The Mystery of Flying Saucers", del 1952) o il clamoroso falso fotografico dell'italiano Giampiero Monguzzi. Gli atterraggi si moltiplicano in tutto il mondo e a novembre 1952 George Adamski riferisce di avere avuto un contatto diretto con i piloti venusiani di un disco volante, dando praticamente inizio alla saga dei "contattisti" e contribuendo alla diffusione nella cultura popolare dell'idea che i dischi siano vascelli interplanetari guidati da esseri intelligenti.

Ma è nel 1954 che gli incontri ravvicinati diventano un elemento determinante (e significativo dal punto di vista quantitativo) della fenomenologia ufologica. Una gigantesca ondata di avvistamenti ha luogo in varie regioni del pianeta e tra di essi atterraggi ed incontri ravvicinati sono particolarmente numerosi. A livello popolare, grazie alla massiccia azione di stampa, fumetti e cinema dei quattro anni precedenti, si pensa ormai che i misteriosi dischi siano pilotati dai famosi "marziani" e i racconti delle loro osservazioni, seppure accolti con grande ironia, trovano sempre più spazio a livello mediatico. In Francia, tra settembre ed ottobre, in Italia tra ottobre e novembre e in Sud America a dicembre si verificano alcune centinaia di incontri ravvicinati, circa 200 dei quali del terzo tipo, con episodi diventati veri e propri "classici" della letteratura ufologica (es.: Quarouble in Francia e Cennina in Italia). Quelli del terzo tipo mostrano alcune caratteristiche comuni (testimoni per lo più singoli, luoghi isolati, incontri apparentemente casuali, aspetto solitamente tecnologico dei "piloti" e dei "dischi"), ma anche un'estrema varietà di descrizioni. Non ci sono due casi in cui le entità osservate sono tra loro uguali e la varietà di comportamenti ed aspetti bizzarri diventerà ancora più marcata nei decenni successivi.


In Italia

In Italia, il primo, probabile, caso di incontro ravvicinato (contemporaneo alle proprie fonti) è avvenuto a Ceglie Messapica (Brindisi), in contrada Falascuso, il 29 marzo 1950.[1] Un contadino di nome Nicola Nacci fu svegliato tra le 23:00 e le 24:00 da un forte chiarore che filtrava dalla porta della sua abitazione: uscito per verificare cosa stesse succedendo, notò una luce che si stava alzando da terra. Sembrava come "due ombrelli contrapposti", di circa 80 centimetri di larghezza e 1,2 metri di altezza. Il fenomeno fu osservato da un'altra persona nelle vicinanze, come pure da due contadini che stavano conducendo un carro: il cavallo che lo trainava fu spaventato a tal punto da portare fuori strada il carro stesso. Circa un mese dopo, il 24 aprile, ad Abbiate Guazzone (Varese) sarebbe avvenuto il primo incontro ravvicinato del terzo tipo italiano, anche se divenne di dominio pubblicò solo due anni dopo. Poco dopo un temporale, un uomo uscito dalla propria abitazione si imbattè in uno strano velivolo posato al suolo ed attorno a cui c'erano dei "piloti" dotati di scafandro e casco, uno dei quali sembrava intendo a "saldare" qualcosa. Dopo essersi mostrato, l'uomo si allontanò impaurito e fu colpito da una sorta di getto o raggio che lo fece cadere a terra. Il velivolo, a forma di sfera schiacciata, decollò sparendo presto alla vista. Il giorno successivo l'uomo, che rimase provato dall'esperienza, tornò sul posto e rinvenne delle tracce sull'erba, insieme ad alcuni frammenti metallici che vennero successivamente fatti analizzare.

A partire dal 1952, probabilmente sia sull'onda della popolarizzazione di qualche episodio analogo avvenuto all'estero e,poi, della stessa pubblicazione (a fine agosto) della storia di Abbiate Guazzone, il numero di incontri ravvicinati cominciò a crescere, per raggiungere un livello quantitativo molto sostenuto nel corso dell'ondata dell'autunno 1954.



Note

  1. La Nazione, Il Mattino del'Italia Centrale, La Provincia, L'Ordine, La Gazzeta del Mezzogiorno 31/3/1950; La Gazzeta del Mezzogiorno 2/4/1950